Venerdì, 06 Febbraio 2026 10:22

Il candidato Costantini replica all'avversario Masci dopo la querela: "Non mi faccio intimidire, pronto a ripetere tutto" [VIDEO]

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Nel confronto elettorale andato in onda il 5 febbraio su Rete8 la risposta alla notizia della querela per diffamazione ricevuta dal sindaco di centrodestra uscente: "Ho detto la verità, non mi scuso di nulla e non ho paura. Vado avanti in difesa degli interessi dei pescaresi"
“Sia chiaro io non mi faccio intimidire e non chiedo scusa di nulla perché io ho difeso esclusivamente gli interessi della mia città”. Con queste parole il candidato sindaco del centrosinistra Carlo Costantini ha risposto alla querela per diffamazione che ha fatto nei suoi confronto il candidato del centrodestra Carlo Masci. Una risposta arrivata durante il confronto tra i quattro candidati alle elezioni dell’8 e del 9 marzo, andata in onda su Rete8. Trasmissione nel corso della quale il sindaco uscente avrebbe annunciato l’azione legale intrapresa. “Non ho paura” ha ribattuto quindi Costantini dicendosi pronto a ribadire tutte le dichiarazioni fatte nelle ultime settimane, e dunque dalla questione presidenti di seggio all’uso dello staff, in qualsiasi sede. Anzi, ha anche annunciato che vista la querela ricevuta ora approfondirà dei vari aspetti oggetti di scontro, tutti quelli che fino ad ora, ha detto, non avrebbe approfondito (in fondo all'articolo il link al video di risposta del candidato).Le dichiarazioni di Costantini durante il confronto elettorale in tv“Primo si tratta di un tentativo di intimidazione, ma io non mi faccio intimidire perché ho detto esattamente quello che andava detto e sono pronto a ripeterlo in qualsiasi sede anche adesso. Secondo il fatto che Masci mi ha denunciato mi dà la possibilità di andare oltre quello che ho avuto modo di accertare nell’attività di verifica che ho fatto fino ad oggi e magari andare ad approfondire aspetti che fino ad oggi avevo preferito non approfondire. Quando io dico che questa situazione, andava smascherata per evitare che la città di Pescara fosse a realtà della Sicilia o della Calabria, nelle quali la scomparsa delle schede viene associata alla gestione criminale del voto, io ho detto la verità e ho detto esattamente l’obiettivo che ho perseguito. Io ho messo in campo questa azione indipendentemente dagli esiti del giudizio davanti al Tar (Tribunale amministrativo regionale) e al consiglio di Stato perché consideravo intollerabile gestisse i voti dei suoi cittadini esattamente così come sono stati gestiti. L’ho detto e lo ribadisco: lo consideravo intollerabile perché questo avviene in alcune parti dell’Italia e per me è intollerabile che Pescara possa essere accostata a livello di governo e di gestione del voto a quegli aspetti lì. Per quanto riguarda la nomina dei presidenti di sezione il candidato sindaco Carlo Masci ha dichiarato decine e decine di volte di non aver di non averli mai nominati e ha dichiarato una cosa non vera. Tant’è che lo stesso tribunale amministrativo nella sentenza, se andate a leggere, ricorda di volta in volta, i nominativi dei presidenti di sezione che non erano stati nominati dalla corte d’appello, ma erano stati nominati da Carlo Masci. Quindi ho detto semplicemente la verità e ho detto esattamente quello che ha detto anche il tribunale amministrativo. Poi se i presidenti nominati da Carlo Masci sono coinvolti nelle sezioni annullate io non lo so nemmeno. Non mi sono mai premurato e occupato di andarlo a vedere. Non ho nessuna dichiarazione da ritirare, non ho nessun paura e intenzione di farmi intimidire e sono pronto ad andare avanti a portare avanti gli interessi dei pescaresi come prima e più di prima”..
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