Il consigliere comunale ha presentato una interrogazione urgente per chiedere chiarimenti e una rapida soluzione visto che sono gli unici, nella zona centrale di riferimento, a non avere tariffe e abbonamenti ridotti. Inutile trincerarsi dietro questioni tecniche, aggiune, serve un atto politico di indirizzo: "Non ci sono cittadini di serie A e di serie B"
Vivere in centro e non usufruire di nessuna agevolazione per il parcheggio a differenza di chi risiede nelle vie limitrofe con l’aggravante di trovarsi spesso con multe da pagare. Questa la “discriminazione”, come la definisce il consigliere Pd Marco Presutti, che si troverebbero a vivere 10 famiglie che abitano in via De Sanctis. Grave, denuncia, che si trattino i cittadini come se fossero di “serie A” e di “serie B”. Per questo ha deciso di portare il caso in consiglio comunale attraverso una interrogazione urgente con chiede di avere chiarimenti sul perché di questa differenziazione, ma soprattutto di rimediare a quella che non sarebbe altro che un’ingiustizia. Una denuncia che, specifica, sarebbe arrivata proprio dai residenti di via De Sancits e su cui risposte, fa sapere, le ha già chieste agli uffici, che si sarebbero trincerati dietro ragioni tecniche legate ai “centimetri della strada”. Una giustificazione, in sostanza, non accettabile. Eppure, sottolinea, basterebbe un atto di indirizzo politico per risolvere il problema. Il fatto che non ci sia per Presutti si traduce quindi in una precisa responsabilità di sindaco e giunta. “Siamo di fronte a un paradosso burocratico che mortifica i cittadini e calpesta il principio di uguaglianza: l’amministrazione Masci nega ai residenti di via De Sanctis gli stessi diritti garantiti a chi abita a pochi metri di distanza, trincerandosi dietro scuse tecniche del tutto ininfluenti”, dichiara quindi Presutti spiegando il perché dell’interrogazione. Seppur risiedono come altri in un’area di pregio, sottolinea, per loro nessuna agevolazione della sosta è stata prevista: niente pass residenti e niente abbonamenti ridotti. Garanzie date invece a chi vive nelle vie limitrofe e parallele come ad esempio via Genova o via Ravenna. “È inaccettabile che a parità di contesto urbano esistano cittadini di ‘serie A’ e cittadini di ‘serie B’ - incalza Presutti - Mentre nelle strade adiacenti la sosta è regolamentata e tutelata, in via De Sanctis i residenti vengono sistematicamente sanzionati sotto casa proprio a causa di un’inerzia amministrativa che ha dell’incredibile”. L’interrogazione punta il dito sul “travisamento dell’istanza” operato dagli uffici comunali. A fronte di una richiesta di diritti amministrativi e tariffari, il settore tecnico avrebbe infatti risposto analizzando minuziosamente la larghezza della carreggiata per concludere che non c’è spazio per nuovi parcheggi. “Un esercizio di elusivismo burocratico puro”, chiosa il consigliere dem. “I cittadini non hanno chiesto di allargare la strada, ma di veder riconosciuto il diritto di parcheggiare nelle aree limitrofe con i titoli in loro possesso. Rispondere con i centimetri del marciapiede a chi chiede equità di trattamento è un’offesa all’intelligenza dei pescaresi”, ribadisce. Sarebbero quindi stati proprio i dirigenti ad aver ammesso che una soluzione può esserci soltanto con un esplicito indirizzo politico che, denuncia ancora, non c’è. “La burocrazia – commenta Presutti - ha esplicitato la ragione di questa impasse: manca la volontà politica di firmare un provvedimento di buon senso. La responsabilità di questa discriminazione è interamente in capo al sindaco e alla sua giunta, che preferiscono lasciare le famiglie nel limbo piuttosto che aggiornare i propri atti di programmazione”. Con l’interrogazione il consigliere chiede quindi di sapere se vi sia la volontà di promuovere un aggiornamento immediato degli elenchi delle strade beneficiarie di agevolazioni e quali siano le ragioni della mancata verifica sulla congruità dell’istruttoria condotta dagli uffici, ma anche di avere tempi certi per l’adozione di un atto di indirizzo che sani definitivamente l’iniquità e di sapere chi è il responsabile del procedimento “che ha negato ai cittadini una risposta motivata nel merito. “Chiediamo che l’amministrazione smetta di mortificare i residenti e risponda finalmente con atti concreti a una richiesta di elementare giustizia quotidiana”, conclude Presutti.