Mercoledì, 04 Febbraio 2026 11:33

Per le piccole imprese abruzzesi è "incertezza" la parola del 2026, ma di contro c'è anche l'ottimismo: il sondaggio Cna

Vota questo articolo
(0 Voti)
Il timore lo dichiara il 63% degli imprenditori che hanno partecipato al sondaggio ed è soprattutto l'export quello con il punto interrogativo. Un dato che colloca l'Abruzzo al secondo posto a livello nazionale, ma è anche vero che la regione è prima sul fronte ottimismo
“Incertezza” è la parola 2026 per le imprese abruzzesi, ma con una visione più orientata all’ottimismo che al pessimismo. Questo quanto emerge dal sondaggio condotto dal Centro studi della Cna nazionale sull’andamento del nuovo anno e le previsioni sul futuro delle proprie aziende. Una incertezza che gli imprenditori abruzzesi sentono di più rispetto alle media nazionale tanto che la regione, nella “classifica dell’incertezza” è seconda solo al Piemonte. A rispondere al sondaggio sono state 2.352 imprese italiane e proprio la “grande incertezza”, spiega la nota Cna, “è il comune denominatore delle risposte, tanto da far segnare una media nazionale del 58% che in Piemonte tocca il 66% e in Abruzzo il 63% (secondo risultato in assoluto. L’analisi a livello territoriale vede prevalere il pessimismo rispetto all’area degli ottimisti”. A descrivere la varietà delle reazioni ai quesiti posti dal sondaggio, tra i piccoli imprenditori abruzzesi, ci sono le risposte molto diverse fornite ai diversi quesiti. Così, ad esempio, per quel che riguarda le propensioni all’export, è facile cogliere in quel 23,3% (a fronte di una media nazionale del 28,3) che si dice “propenso” a guardare ai mercati esteri per il destino dei propri prodotti, tutta la preoccupazione che deriva da scenari geo-politici internazionali contrassegnati da incertezze e timori. Percentuale nettamente più bassa di quanto invece dicano piccole imprese di Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto o Lombardia, che guardano invece con più marcato ottimismo oltre i confini nazionali. Al contrario, il barometro dell’umore delle piccole imprese abruzzesi sale quando si va a indagare l’idea che si son fatte sulle prospettive che attendono nel 2026 la propria azienda: solo il 14,3% formula un giudizio apertamente negativo, contro però una media nazionale del 26,1% che vede un 2026 peggiore dell’anno precedente. Con il risultato, per le aziende abruzzesi, di essere le più ottimiste in assoluto nel paniere intervistato, visto che il 22,1% prevede un buon “raccolto” nella nuova annata, con un saldo positivo tra i due valori del 7,8%: cosa che ne fa la più ottimista tra le imprese italiane, visto che il saldo negativo tra i due quesiti è in media del 10,6%. “L’area dell’incertezza è talmente ampia, da far pensare che le micro e piccole imprese saranno costrette navigare a vista, valutando di volta in volta la strategia più efficace - commenta il presidente della Cna Abruzzo Bernardo Sofia -. Alla luce di quanto emerge dal sondaggio vanno potenziate tutte le misure idonee a rafforzare le nostre imprese: accesso al credito, strumenti che favoriscano la vocazione all’export, rafforzamento dei processi di innovazione: e per questo - conclude - serve un forte sostegno da parte delle istituzioni, Regione in testa”.
Letto 0 volte