Si rivolgerà direttamente ai ministeri di competenza il consigliere regionale perché il governo prenda una posizione su quella che definisce una "assurdità amministrativa": lo stop al progetto e il dirottamento dell'ultmio milione sul teatro d'Annunzio. Una decisione frutto di paradossi su cui chiede chiarezza
Una “assurdità amministrativa” cui va messo rimedio per rispetto ai cittadini e ai fondi investiti: oltre 3 milioni di euro. Per il consigliere regionale Antonio Di Marco (Pd) la questione “Città della Musica” di via Raiale non può dirsi chiusa con la decisione dell’attuale amministrazione di dirottare l’ultimo milione investito nel progetto di riqualificazione di quell’ex area industriale che si immaginava come un grande polo culturale di formazione e anche intrattenimento di qualità, sul teatro monumento d’Annunzio che resta ad oggi inagibile. Sulla vicenda, afferma, va fatta chiarezza anche perché il punti cui si è giunti sarebbe basato su due paradossi: quello di un’amministrazione comunale, quella a guida Carlo Masci, che negli anni avrebbe continuato a sostenere il progetto per poi fare un improvviso passo indietro “cogliendo al balzo” l’occasione creatasi con il problema del teatro; e quello di sostenere che le ragioni di quell’abbandono (almeno per ora) del progetto, dipendesse dal rischio idraulico legato all’aggiornamento del Psda (Piano stralcio difesa alluvioni) salvo poi aver fatto ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale) proprio per rivederle quelle riperimetrazioni. Un Piano che tra l’altro, fa sapere Di Marco, sarebbe ora oggetto di un importante ridimensionamento lungo le aste del fiume Pescara. La Città della Musica, incalza, va completata e sull’uso dei fondi pubblici fatta chiarezza.Per questo Di Marco, sulla scia di quanto già fatto da Luciano D’Alfonso (Pd) in parlamento, annuncia una interrogazione anche “per chiedere una presa di posizione da parte della maggioranza di governo sullo spreco vergognoso che si sta consumando a Pescara”. Il progetto e la decisione di abbandonarloIl paragone lo fa con i Paesi Bassi e in particolare con il villaggio Koog aan de Zanna, 11mila abitanti, dove, fa sapere, “con 2,7 milioni di euro hanno realizzato uno spazio pubblico urbano sotto un ponte autostradale con aree di aggregazione, skate park, campi da gioco e spazi social, un progetto premiato anche con riconoscimenti architettonici e di urbanistica”, e anche con Skopje, nella Macedonia del nord, dove invece “con 4 milioni di euro sono stati costruiti l’Art Bridge e l’Eye Bridge, due ponti pedonali artistici sul fiume Vardar”. “A Pescara sono stati investiti oltre 3milioni di euro per realizzare la Città della Musica, che però non vedrà mai luce perché un anno fa, di punto in bianco, l’amministrazione comunale ha deciso di archiviare progettualità, obiettivi, lavori già compiuti e pagati con risorse pubbliche, dirottando gli ultimi fondi sul malconcio teatro d’Annunzio”. “Credo che il rispetto per le finanze pubbliche, per una contabilità amministrativa che opera gestendo il sudore versato dalle famiglie italiane, meriti un’attenzione e una umiltà politica ben diverse nei confronti di una realizzazione completamente finanziata con risorse pubbliche”, aggiunge Di Marco annunciando l’interrogazione. “Quello della Città della Musica è un progetto concepito e partorito nel 2003, che aveva l’obiettivo ambizioso di trasformare un relitto di archeologia industriale, l'ex inceneritore in disuso presente a Pescara, in una struttura dedicata alla musica. L'idea era quella di realizzare un polo capace di contenere sale di registrazione e di prova, una sala grande per ospitare un'intera orchestra, una scuola di musica, un auditorium, una mediateca, un bookshop, una sala per audiovisivi e un caffè panoramico. Doveva essere in sostanza – ricorda - un punto di riferimento che richiamasse a Pescara artisti di fama internazionale per concerti, corsi di formazione e stage, capace di dialogare anche con quell’altra istituzione di eccellenza presente a Pescara quale il Conservatorio statale Luisa D’Annunzio”.Il totale degli investimenti sulla Città della MusicaPer realizzarla si è partiti con un primo lotto di lavori su cui sono stati investiti 2 milioni 850mila grazie al progetto Urban 2 (1 milione 300mila euro) e al milione 550mila euro di fondi comunali cui nel 2016 si è aggiunto un altro milione con il Masterplan Abruzzo ‘Patto per il sud” che sarebbero dovuti servire a realizzare laboratori aule didattiche e auditorum. A febbraio di quell’anno, ricorda ancora Di Marco, 160mila euro furono impegnati e spesi altri 160mila euro ricompresi nel programma triennale Opere pubbliche 2016-2018 del Comune di Pescara per la riqualificazione delle aree adiacenti. Nel marzo 2019 altri 230mila euro ottenuti con il Bando periferie furono destinati ad arredi e attrezzature; pochi mesi dopo, a maggio, c’è stato un altro investimento di 41mila 675,98 euro per i lavori di completamento extra contratto e nel 2021 sono stati spesi altri 15mila euro per lo spostamento del canile adiacente (opera necessaria per consentire la costruzione del secondo lotto) e per la pulizia delle aree esterne .“Lo studio numerologico dell’intervento, date e somme impiegate, testimonia l’adesione delle varie amministrazioni che si sono succedute nel portare avanti nel tempo il progetto, seppur con una lentezza incredibile, arrivando a spendere qualcosa come 3milioni di euro – precisa il consigliere dem -. Il dato paradossale è che l’ultima (in ordine di tempo) amministrazione comunale in carica mentre da un lato continuava a spendere risorse pubbliche per la sua realizzazione, dall’altro lato ha consentito che il degrado e l’abbandono cominciassero a prevalere sul realizzato, con continui furti di materiale in rame su un’opera non protetta e presto trasformata in una discarica piena di rifiuti maleodoranti di ogni genere”. “Nel 2020 è anche intervenuto l'aggiornamento della Carta di pericolosità idraulica (Piano stralcio difesa alluvione-Psda), che ha ricompreso l'area interessata della Città della Musica nelle zone della città a rischio esondazione lungo il fiume Pescara. E qui identifico il secondo paradosso perché la stessa giunta comunale – incalza Di Marco - ha impugnato il Psda dinanzi alle autorità giuridiche competenti, ma al tempo stesso, sulla base di tale classificazione, con delibera numero 88 del 20 febbraio 2025, ha rinunciato alla realizzazione di laboratori e aule adducendo ragioni di ‘salvaguardia del superiore interesse pubblico alla sicurezza idraulica che non può essere in alcun modo sottovalutata o, addirittura, sottaciuta, se pensata in relazione, in particolare, agli effetti imprevedibili dei cambiamenti climatici e alla fragilità dei territori’. Colta la palla al balzo – chiosa -, le nuove risorse destinate alla Città della musica, 1 milione di euro, sono state dirottate sul restauro del teatro d'Annunzio”. “Una assurdità amministrativa da rettificare”“Non credo che questa delibera possa scrivere la parola fine su una assurdità amministrativa che va immediatamente rettificata – ribadisce . Peraltro c’è un fatto nuovo: il nuovo modello idraulico valutato e messo in esercizio dal Segretariato generale dell’Autorità di bacino pare che stia molto ridimensionando la pericolosità idraulica lungo le aste del fiume Pescara. Un ravvedimento che naturalmente renderà realizzabile e fattibile il completamento del progetto della Città della Musica”. “A questo punto presenterò un’interrogazione ai ministri competenti per sapere se la Regione Abruzzo sia a conoscenza dello stato di abbandono dell'opera pubblica denominata ‘Città della musica’ nel comune di Pescara e quali iniziative intenda assumere, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di garantire la tutela e la conservazione del patrimonio pubblico e la corretta gestione amministrativo-contabile dell'opera pubblica; se non ritenga che l'interruzione del procedimento di realizzazione e la mancata conclusione di un'opera interamente finanziata con risorse pubbliche rappresenti un evidente rischio di spreco di denaro pubblico, in contrasto con i princìpi di efficacia, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa; se non ritenga necessario promuovere l'adozione di iniziative di competenza, anche in raccordo con i ministeri competenti e l'Autorità di bacino, in ordine alla coerenza e all'effettiva incidenza della nuova perimetrazione del Piano di stralcio di difesa dalle alluvioni (Psda) sull'area interessata con l'obiettivo di portare a conclusione la realizzazione della Città della musica”. “In una Regione che spende milioni di euro per il ballo di una notte dedicato ai serpenti sulla spiaggia – conclude puntando ancora una volta il dito sui fondi garantiti all’evento creato dal maestro Enrico Melozzi -, non penso sia tollerabile gettare alle ortiche 3 milioni di euro per un’opera destinata a durare nel tempo, in cui magari potremo anche ricavare una sala di intonazione abruzzese di ‘Vola, vola, vola’”.