Sentenza della giudice De Lutiis: "Gravi aggressioni alla dignità personale e alle caratteristiche identitarie della persona offesa, aggravate dall’utilizzo di un mezzo di diffusione potenzialmente illimitato”
Ancora una condanna per diffamazione per l'antropologa e storica Maria Concetta Nicolai, 82 anni, docente di scuola e universitaria in pensione. La donna, autrice di libri, collaboratrice di numerose riviste e membro di diverse associazioni, nonostante altre sentenze analoghe, ha continuato a scrivere sui social frasi offensive nei confronti di un 39enne di Spoltore suo vicino di casa, alludendo anche al suo orientamento sessuale. La sentenza, firmata dal giudice Teresa Roberta De Lutiis, arriva dopo che Nicolai si era opposta al decreto penale di condanna del luglio 2025.A Nicolai, condannata per diffamazione aggravata e reato continuato, viene contestata anche la recidiva reiterata infraquinquennale.Le espressioni utilizzate, scrive il giudice, "lungi dal rientrare nel diritto di critica, costituiscono gravi aggressioni alla dignità personale e alle caratteristiche identitarie della persona offesa, aggravate dall’utilizzo di un mezzo di diffusione potenzialmente illimitato”.Le frasi in questione, scritte sui social, rappresentano “un'aggressione gratuita alla dignità e al decoro della persona offesa, la denigrazione dell’identità personale e dell’orientamento sessuale e rappresentazione" della vittima come "oggetto moralmente riprovevole, incapace e privo di valore”. La recidiva, si legge ancora, "è integrata e manifesta una persistenza criminosa e l’assenza di resipiscenza”.Nicolai è stata condannata a una multa di 3.000 euro, a un risarcimento alla vittima di 2.500 euro per danno morale e al risarcimento di 2.000 euro di spese legali. Diverse le sentenze analoghe negli ultimi anni. All'origine della precedente condanna, risalente al febbraio 2025, ad esempio c'erano alcune espressioni usate dall'antropologa, che, ad esempio, in un'occasione ha definito il 39enne come "poveretto senza arte né parte" e in un'altra come un "imbecille morto di fame, fallito nella vita sociale e persino nell'identità sessuale", sottolineando, tra l'altro, che era "assolutamente necessario separarlo dal consesso civile e rinchiuderlo nel ghetto a cui lo condanna la sua diversità fisica e mentale".La condanna odierna, tra l'altro, arriva a pochi mesi da una denuncia per stalking che il giovane ha presentato dopo essere stato oggetto di insulti omofobi mentre era sotto casa.