Si chiama Alessandro Calista, ha 29 anni e fa parte della questura di Padova il poliziotto, originario di Pescara, rimasto ferito dopo essere stato preso a martellate da alcune persone incappucciate durante gli scontri per lo sgombero del centro sociale a Torino
Si chiama Alessandro Calista ed è originario di Pescara l'agente di polizia rimasto ferito nella giornata del 31 gennaio a Torino durante gli scontri scoppiati per la protesta contro la chiusura del centro sociale Askatasuna. Il poliziotto, in servizio per la questura di Padova per il reparto mobile, è stato accerchiato da un gruppo di soggetti incappucciati che lo hanno buttato a terra e colpito con un martello.Sposato con un bimbo, è ricoverato in ospedale per i traumi riportati al polpaccio e alle costole. Come riporta, l'agente è stato raggiunto dal sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, e dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. “Lo abbiamo incontrato, ci abbiamo parlato e sta bene – dichiara Cirio, lasciando l'ospedale insieme all'assessore, Maurizio Marrone, e alla vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Augusta Montaruli –. Doveroso per noi essere qua, non possiamo che condannare questa violenza premeditata. Non possiamo non essere vicini ai servitori dello Stato, che sono ragazzi e agenti delle forze dell'ordine, la nostra presenza è quella di chi dice che il bene sta dove c'è la divisa, il male sta dove c'è Askatasuna perché lì ci stanno i delinquenti”.A Torino per oltre un'ora si è assistito ad una vera e propria guerriglia urbana, a causa dei violenti infilitrati nella manifestazione che ha visto in piazza Decine di migliaia di persone, tre diversi spezzoni che da Palazzo Nuovo, Torino Porta Susa e Torino Porta Nuova hanno sfilato per la città di Torino, rispondendo alla chiamata del centro sociale Askatasuna sgomberato dalle forze dell'ordine.