L'Abruzzo non registra forme di criminalità organizzata autoctone, ma non è immune dalla presenza e operatività delle mafie, come emerge dalla relazione 2024 della Dia
L'Abruzzo resta ancora una regione senza mafie e organizzazioni criminali autoctone, ma non è immune dalla presenza e dall'infiltrazione delle mafie di altri territori. È quanto emerge dalla relazione 2024 della Dia, Dipartimento investigativo antimafia parlando, come riporta Ansa, di dinamiche criminali silenti e immune da azioni violente. Il procuratore generale della Repubblica della Corte di appello dell'Aquila. Alessandro Mancini, nel suo intervento ha spiegato:"Anche se questo distretto non presenta fenomeni endemici e diffusi di criminalità, grazie sia alla costante ed efficace azione delle forze dell'ordine sia all'elevato senso civico che contraddistingue la popolazione di questa regione, va tenuto sotto costante controllo onde prevenire e contrastare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata, in specie di stampo camorristico o della cosiddetta "quarta mafia" foggiana, che già manifesta l'attenzione al nostro territorio, con particolare riguardo al Sulmonese e al Vastese". Per il procuratore la stessa Dia indica la presenza delle principali organizzazioni mafiose italiane, camorra, 'ndrangheta e mafia foggiana che, pur non risultando radicate con strutture stabili in Abruzzo, agiscono tuttavia perlopiù in modo 'diffuso e intermittente', con illecite finalità economico-finanziarie, orientate verso le zone costiere di Pescara e Chieti - spiega ancora Mancini -. I settori a rischio, si segnala ancora, sono numerosi e riguardano in particolare la ristorazione, l'edilizia, la logistica e i servizi ambientali, quali la gestione abusiva dei rifiuti. Il caso più emblematico riguarda l'infiltrazione mafiosa nei subappalti pubblici, con imprese intestate a prestanome riconducibili a sodalizi criminali: in tale direzione la prefettura dell'Aquila, ad esempio, ha emesso diverse interdittive antimafia nel corso del semestre, a dimostrazione della vigilanza sul fenomeno.