Venerdì, 30 Gennaio 2026 15:59

Alpinisti morti sul Gran Sasso, per la procura nessuna responsabilità nei soccorsi: chiesta l'archiviazione

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A far partire le indagini un esposto dei familiari di Luca Perazzini (42 anni) e Cristian Gualdi (48 anni) per fare chiarezza su alcuni aspetti legati alla vicenda. Familiari che ora potrebbero opporsi alla richiesta avanzata al giudice per le indagini preliminari
Nessuna responsabilità per i soccorsi secondo la procura di Teramo che ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta aperta a seguito della morte di Luca Perazzini (42 anni) e Cristian Gualdi (48 anni), i due alpinisti di Santarcagenlo di Romagna che a dicembre 2024 sono morti sul Gran Sasso e i cui corpi furono recuperati sei giorni dopo l’allarme lanciato e l’avvio delle difficili operazioni di ricerca e recupero complicate dal maltempo. A riportare la notizia è . A far scattare le indagini è stato un esposto presentato dai familiari con l’obiettivo di capire se il giorno in cui i due sono saliti in quota, sussistessero condizioni tali da consentirlo nonostante l’allerta meteo diramata dalla protezione civile e se la segnaletica presente fosse adeguata. Due le denunce: una fatta a gennaio 2025 e l’altra ad aprile dello stesso anno. Secondo quanto era emerso dall’inchiesta, erano state in totale 17 le chiamate per chiedere aiuto partite dal cellulare di uno dei due alpinisti romagnoli prima di morire sul Gran Sasso. L’inchiesta, coordinata dalla pm Laura Colica e avviata per omicidio colposo. Unico indagato, come atto dovuto, un funzionario intermedio del Soccorso alpino e speleologico. La procura non avrebbe ravvisato responsabilità penali e per questo ha chiesto l’archiviazione al giudice per le indagini preliminari. Non è escluso che i familiari presentino opposizione.
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