Giovedì, 29 Gennaio 2026 11:08

Masci in vantaggio su Costantini in vista del voto di marzo, ma il ballottaggio non è impossibile: il sondaggio

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L'indagine, con un margine di errore del +/- 3,5% parla di un centrodestra avanti, ma sulla soglia del 50%. Buono il giudizio degli elettori richiamati al voto parziale sul suo operato, ma solo un terzo degli aventi diritto dichiara che alle urne tornerà: tanti gli indecisi da "conquistare"
Carlo Masci e centrodestra in vantaggio su Carlo Costantini e coalizione di centrosinistra, ma il ballottaggio non è una possibilità da escludere. Questo quanto emerge dal sondaggio dell’istituto demoscopico Noto Sondaggi promosso tra 800 elettori delle 23 sezioni in cui gli aventi diritto sono stati richiamati alle urne l'8 e il 9 marzo, dopo l'annullamento dell'esito delle ultime amministrative deciso dal consiglio di Stato. Un sondaggio con un margine di errore del +/-3,5%Un sondaggio da cui emerge chiaramente che il vantaggio c'è e anche che l'operato del sindaco uscente è apprezzato, ma dove a fare la differenza per un non impossibile recupero sarà la capacità di portare alle urne i tanti indecisi: solo il 33% degli elettori si dice certo che lo farà a fronte di un 21% che non ne ha invece alcuna intenzione, Nel mezzo c’è un’ampia fetta di potenziali elettori da conquistare: il 46% ( il 37% dichiara che probabilmente lo farà, il 3% che forse non lo farò e il 6% che non lo sa, è indeciso). Un peso quello degli indecisi su cui a fare potenzialmente differenza sarà la capacità di candidati e delle coalizioni, e questo vale soprattutto per il centrosinistra, di fare una campagna elettorale e selettiva che aumenti il dato di affluenza.Entrando nel merito delle domande somministrate al campione, sul fronte qualità della vita nelle zone in cui ricadono le 23 sezioni in cui si rivoterà, i residenti la giudicano per la gran parte positivamente (65%), a fronte del 19% che esprime invece un giudizio negativo (il 16% non ha un’opinione). Un clima di apprezzamento che si riflette anche nella valutazione dell’azione amministrativa: il 59% degli intervistati promuove l’operato del sindaco uscente a fonte del 34% di giudizi negativo. Una valutazione positiva che sale al 90% tra gli elettori che hanno consentito a Carlo Masci di vincere al primo turno nelle amministrative ora parzialmente annullate. Sindaco uscente che, dice il sondaggio, ottiene un giudizio positivo anche da un terzo degli elettori di Carlo Costantini. Che l’8 e il 9 marzo sono chiamati alle urne, i residenti aventi diritto al voto delle 23 sezioni, ne sono consapevoli: il 75% ne è a conoscenza a fronte del 25% che ha invece dichiarato di non esserne a conoscenza. Una consapevolezza sostanzialmente identica tra l’elettorato dei due candidati (80% per Masci e 78% per Costantini). Eppure solo un terzo del totale degli elettori si dice certo di andarci a votare. Come anticipato a dirsi certo che lo farà è solo il 33%, con un importante 21% che si dice invece certo che alle urne non ci andrà. Nel mezzo ci sono gli indecisi che si dividono tra i propensi al darla la propria preferenza (33%), a non darla (3%) e quelli che non sanno ancora cosa vogliono fare, ovvero gli indecisi (6%). I candidati sono tutti conosciuti dall’elettorato e lo è soprattutto Carlo Masci (93%) che gode di una fiducia del 50%, la più alta. Segue Carlo Costantini conosciuto dall’81% degli elettori delle 23 circoscrizioni e che gode di una fiducia del 24%. La stessa data al candidato civico Domenico Pettinari conosciuto tanto quanto il candidato del centrosinistra (80%). Quindi Gianluca Fusilli (Stati Uniti d’Europa) conosciuto dal 73% degli elettori per una fiducia pari al 21%. Anche sulla propensione al voto il candidato del centrodestra è in vantaggio: il 50% voterebbe Carlo Masci, il 34% Carlo Costantini, ma è il range di oscillazione che apre all’ipotesi di un non improbabile ballottaggio. Quello dentro cui si muove Masci è tra il 48 e il 52%; quello dentro cui si muove Costantini è tra il 32 e il 36% con Domenico Pettinari che raccoglierebbe più voti del primo turno (15%, con un range di oscillazione tra il 13 e il 17%).Guardando all’analisi del voto disgiunto questo conferma tra gli elettori c la maggiore affezione a Masci da parte dell’elettorato e dei partiti della sua coalizione, ma emerge anche che tra chi esprime il voto solo per il sindaco, Costantini intercetta un consenso superiore. L’analisi del voto disgiunto conferma tra gli elettori chiamati nuovamente al voto la maggiore affezione a Masci da parte dell’elettorato dei partiti della sua coalizione. Da segnalare che tra chi esprime il voto solo per il sindaco, Costantini intercetta un consenso superiore. I flussi di voto inoltre mostrano che Masci rispetto alle elezioni del 2024 è tra i candidati quello che verrebbe riconfermato dalla quota maggiore di quanti lo avevano votato nel 2024. L’ultima fotografia del sondaggio la fa alle intenzioni di voto ai partiti: è il centrodestra a intercettare il maggior consenso con il 51% (il range di oscillazione è tra il 49 e il 53%) di preferenze a fonte del 35,5% del centrosinistra (il range di oscillazione è tra il 33,5 e il 36,5%).Tra i partiti di maggioranza a godere del maggior favore degli elettori è Forza Italia (21%), seguita da Fratelli d’Italia (15%), la lista Masci sindaco per Pescara unica (6,5) e, dietro, la Lega (4%), Pescara Futura (4%) e Udc. Una fotografia che se trovasse conferma alle urne e se il sindaco Masci fosse rieletto, potrebbe aprire una nuova partita sul fronte dell'equilibrio politico tra le forze del centrodestra. Nel centrosinistra a guidare la coalizione è il Partito democratico (19,5%, seguito dalla lista Costantini sindaco (6%Alleanza Verdi sinistra-Radici in Comune (5.5%) che è sopra il M5s (3,5%). Un quadro in cui la coalizione civica di Domenico Pettinari di preferenze ne raccoglie il 12%. Masci secondo la rilevazione Noto Sondaggi (l'indagine è stata commissionata dal centrodestra) è in vantaggio e ha concrete possibilità di chiudere la partita al primo turno, ma il ballottaggio non si può escludere a priori e questa possibilità sembra essere legata, restando ai numeri, soprattutto a variabili di affluenza e capacità di portare gli elettori alle urne.
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