Venerdì, 23 Gennaio 2026 18:51

Il centrodestra cerca l'accordo sul bilancio, ma senza il sindaco l'opposizione non tratta: "Venga in aula"

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Tempi troppo lunghi alla luce dell’incombenza del nuovo voto: 21 settimane ancora per chiudere la partita, ha sottolineato Antonelli (FI) portando in aula la proposta di un bilancio tecnico. Opposizioni scettiche, ma apertura possibile a una condizione: ascoltare il sindaco in aula
Proposta di moratoria dal centrodestra per arrivare ad approvare il bilancio. Impossibile farlo con serenità e nei tempi vista l’incombenza della nuova tornata elettorale, è stato spiegato, ma dalle opposizioni l’apertura alla proposta arriverà soltanto se sarà il sindaco Carlo Masci a portarla in aula dimostrando la volontà, questa la richiesta, di un cambio di atteggiamento rispetto a quello “arrogante” che la minoranza gli imputa di aver mostrato in questi due anni presentandosi pochissimo in consiglio comunale e senza mai ascoltarla. Una richiesta cui si aggiunge anche quella di una sorta di “mea culpa” di Masci su alcune scelte strategiche fatte e che per le opposizioni si sarebbero dimostrate fallimentari. A snocciolarli, i numeri che renderebbero impossibile approvare il bilancio, e a portare in consiglio comunale la proposta, è stato il consigliere comunale di Forza Italia Marcello Antonelli che ha parlato di vera e propria necessità di arrivare a un bilancio tecnico frutto di un confronto con le minoranze, chiamate al compito di decidere cosa togliere dai documenti (bilancio, documento unico di programmazione e piano triennale delle opere pubbliche) tutto ciò che è ritenuto di stampo politico e dunque anche strumento utile alla maggioranza durante i due mesi di campagna elettorale che porteranno al voto dell’8 e del 9 marzo nelle 23 sezioni in cui le ultime amministrative sono state annullate dal consiglio di Stato. Per le opposizioni una proposta che potrebbe però nascondere “tranelli”, ma su cui la volontà di aprirsi al confronto c'è, ma solo a determinate condizioni. È stato questo il contesto in cui si è svolta la seduta del consiglio comunale del 23 gennaio tra rassicurazioni e sospetti con da una parte il centrodestra che le perplessità delle minoranze fatica a comprenderle dato che, è stato sottolineato, da quando quella sentenza c’è stata hanno espresso timori sui vantaggi che potrebbe trarne il centrodestra; dall’altra le opposizioni, quella del centrosinistra guidata dal candidato sindaco Carlo Costantini e quella guidata dal capogruppo e candidato sindaco di coalizione civica Domenico Pettinari, che invece temono che l’improvvisa volontà di collaborazione per arrivare a un maxi-emendamento tecnico, possa nascondere delle insidie. Una, quella di cui ha parlato Paolo Sola (M5s) che è nella coalizione di centrosinistra, per cui ci si potrebbe ritrovare con la maggioranza che in campagna elettorale possa dire di non aver potuto fare delle cose perché le opposizioni le hanno fatte togliere dal bilancio; l’altra, quella paventata gruppo Pettinari, che in una visione più “machiavellica”, come l’ha definita il capogruppo di Fratelli d’Italia Roberto Carota, vede invece nell’apertura del centrodestra la volontà di nascondere una presunta spaccatura nella maggioranza e la volontà di usare la sua di coalizione come un “Cavallo di Troia”, per inserire poi ciò che al centrodestra interessa nel maxi-emendamento cui poi dovranno lavorare gli uffici. Una ricostruzione, quest’ultima, bollata come a dir poco “fantasiosa” dal consigliere di maggioranza Luigi Albore Mascia ribadendo il contenuto tecnico della proposta presentata da Antonelli nata anche dalle tante ore passate ad ascoltare in aula le critiche delle opposizioni che da quando c’è stata la sentenza sulle elezioni non avrebbe fatto altro che “dire che tutto ciò che facciamo e diciamo in quest’aula e nelle altre stanze è abusivo”. L’occasione per lui anche per replicare sulla frattura di cui ha parlato Pettinari smentendola categoricamente e sostenendo la moratoria presentata rappresenta semplicemente “la presa d’atto di una situazione che va avanti da settimane, non porta nulla e che necessita comunque di una svolta tecnica”. Al di là dei diversi “sospetti”, per entrambi gli schieramenti di opposizione per poterla valutare la moratoria ci sarebbe solo una strada: ascoltarla dalla voce del sindaco che ancora una volta avrebbe delegato un compito che si sarebbe dovuto assumere sin da subito. Per Pettinari oltre che fare questo passo, presentarsi e parlarne in prima persona, il sindaco dovrebbe anche “chiedere scusa” e dunque fare una sorta di “ma culpa”, su scelte strategiche su cui alle minoranze non sarebbe stato modo di intervenire e che avrebbero rappresentato un danno per la città e i cittadini come il tema parcheggi, la gestione del verde e quella delibera dell’urbanistica mai arrivata dopo che quella approvata è stata cassata dai tribunali, lasciando in stallo un settore importantissimo come quello dell’edilizia. Per il capogruppo-candidato sindaco “se viene in aula ed è disposto a cambiare le sue scelte esecutive e chiedere scusa per le sue azioni a nostro avviso completamente scorretto tra attacchi, utilizzo dello staff per la campagna elettorale, avrete la nostra apertura”. Più morbida la posizione del centrosinistra che comunque sul tema è in linea: è il sindaco che deve interfacciarsi con loro e deve farlo in consiglio comunale. Lo ha sostenuto il capogruppo Pd Piero Giampietro che ha interrotto il suo intervento per il vociare della giunta, lo ha chiesto il M5s parlando di “scetticismo” su un'apertura apparsa improvvisa a fronte di due anni in cui, ha sostenuto anche lui, mai le opposizioni sarebbero state ascoltate, e lo ha detto anche Donato Di Matteo (Costantini sindaco) per cui sarebbe solo Masci il referente autorizzato a dialogare sul tema con le opposizioni dato che anche chi in aula l’ha presentata la proposta non sarebbe “attendibile” perché componente di una maggioranza che tante volte fuori dall’aula si sarebbe lamentata delle scelte del sindaco, per poi sostenerlo sempre al momento del voto in aula. “Una commedia continua”, così l’ha definita. Sulla stessa linea anche Francesco Pagnanelli (Pd) che pure ha parlato di un sindaco che “non ha mai ascoltato le opposizioni, non ci ha mai dialogato” e che “si è tenuto per sé deleghe importantissime” per cui neanche nelle commissioni si sarebbe potuto avere un confronto reale su temi importantissimi. “Venga e ci dica che vuole cambiare atteggiamento ed ascoltarci”, ha rimarcato quindi ribadendo che se questo passo non ci sarà arrivare a un dialogo sarà molto difficile per i consiglieri di opposizione. Che si tratti di un bilancio particolare per l'incombenza del nuovo voto è certo, e i numeri riferiti da Antonelli sono chiari: per discutere i 121 al dup che ancora mancano i 942 al bilancio e i 49 al piano delle opere pubbliche ci vorranno 21 settimane dato che solo per discuterne 67 (al dup) ci sono volute 33 ore e cioè 30 minuti per ogni emendamento. Antonelli che, nel suo intervento, ha sottolineato come la proposta del centrodestra abbia preso spunto dagli interventi delle opposizioni e i timori, fondati, ha sottolineato, che la maggioranza potrebbe trarre vantaggio da quelle voci di bilancio politiche nel pieno di una campagna elettorale. Nessuna “trappola” quindi, ma anzi la garanzia per l’opposizione che non si arrivi a un bilancio politico. Questo perché, ha specificato, comunque sia il 28 febbraio va approvato e se ci saranno ancora tanti emendamenti da approvare, saranno cassati e si andrà in approvazione con il documento così com'è. Al contario, con un accordo, sarà chi vincerà le elezioni a darlo poi l'indirizzo politico. Il suo auspicio è quindi quello che la proposta possa anche rasserenare il clima teso di questa particolarissima campagna elettorale. Mascia, da parte sua, ha invece augurato che “la notte”, anzi le notti, portino consiglio e che a un accordo si arrivi all'inzio della prossima settimana, quando in aula si tornerà.  Per ora la risposta, arrivata in pino giorno, è però chiara: senza il sindaco aprirlo il confronto sarà difficile. 
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