L’amministrazione comunale di Montesilvano promuove un percorso di riflessione profonda che lega il ricordo delloOlocausto alle cicatrici lasciate dalla Seconda guerra mondiale
Anche quest'anno il Comune di Montesilvano celebra la Giornata della memoria con una serie di iniziative legate al ricordo dell'olocausto e della seconda guerra mondiale nel territorio abruzzese. Al centro della scena lo spettacolo teatrale "Lu trene passe... e arpasse…", scritto da Franca Arborea e interpretato dalla compagnia "Li Sciarpalite di Teatro e..."La rappresentazione, ambientata nella Montesilvano degli anni ’40, offre uno spaccato autentico della vita quotidiana sotto i bombardamenti, raccontando la fame, la paura e il dolore delle partenze verso il fronte, ma anche la dignità e la speranza di chi è rimasto. L’evento si sdoppierà per coinvolgere diverse fasce della popolazione presso il Pala Dean Martin: sabato 24 gennaio alle ore 21:00 sarà una serata aperta a tutta la cittadinanza con ingresso gratuito, mentre lunedì 26 gennaio alle ore 09:30, Matinée speciale dedicata alle scuole, che vedrà la partecipazione di oltre 400 studenti provenienti dagli istituti Delfico, Silone e dalla Direzione Didattica (plessi di via Lazio e via Vitello d’Oro).Il sindaco di Montesilvano, Ottavio De Martinis, sottolinea che il Giorno della memoria è occasione per ricordare la Shoah e il sacrificio dei concittadini durante la guerra, invitando la cittadinanza a una riflessione collettiva attraverso una commedia teatrale che omaggia la resilienza della comunità negli anni '40.L’assessore alla Cultura Corinna Sandias evidenzia l’importanza di coinvolgere le nuove generazioni, affidando agli studenti la responsabilità di custodire la memoria storica. Lo spettacolo rappresenta una "lezione di storia viva", richiamando l'attenzione sul valore quotidiano della pace e della memoria.La commedia in due atti narra le vicende della famiglia di Trosolina, la cui vita è scandita dall'alternarsi tra la paura dei raid aerei e la ricerca di cibo nell'orto di Don Gregorio. La routine viene spezzata dall'arrivo di una lettera del Ministero della Guerra che, invece di annunciare il ritorno del figlio Armandino, segna la partenza per il fronte del giovane Pitruccio