Mercoledì, 21 Gennaio 2026 17:01

La commissione sul Conservatorio va in stallo e scoppia la polemica politica: "Grave l'assenza del sindaco"

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Si doveva parlare della delibera con cui è stato approvato il progetto definitivo, ma tra accuse e difese, la seduta della seduta di Controllo e garanzia convocata dal presidente Sola (M5s) si è trasformata in un ring sull'opportunità politica delle scelte fatte. E Di Matteo (Costantini sindaco) propone di andare dal prefetto
Nel merito del progetto e della delibera con cui è stato approvato non si è potuti entrare perché il dirigente Giuliano Rossi è a casa con l’influenza, ma se di quell’atto si tornerà a parlare in una prossima seduta, ad accendere la discussione è stata l’assenza del sindaco Carlo Masci, nel ruolo per la normale amministrazione fino al voto dell’8 e il 9 marzo (si rivoterà in 23 sezioni), o di un suo delegato. Il progetto è quello di ampliamento del Conservatorio Luisa d’Annunzio; l’occasione la seduta di commissione Controllo e garanzia convocata dal presidente Paolo Sola (M5s) che, seppur impossibilitata a trattare nel dettaglio la questione, si è trasformata in un momento di scontro politico. Da una parte il consigliere comunale di Forza Italia Marcello Antonelli che ha parlato di seduta “fuori tema” rispetto all’ordine del giorno che parlava di discussione sulla delibera, dato che nel dibattito si è parlato anche della conferenza stampa convocata da Masci non appena approvato il progetto esecutivo già oggetto di feroci polemiche, sottolineando che l’assenza sarebbe giustificata dal fatto che di norma giorno e ora si concordano con il sindaco. Dall’altra i consiglieri di opposizione e il presidente Sola, per cui fuori tema non si sarebbe usciti visto che, questa la posizione, non solo quella delibera è stata approvata il giorno dopo la sentenza del consiglio di Stato che ha annullato parzialmente il voto, ma anche perché tutto ci che a questa è seguito e cioè la conferenza stampa e il mancato invito del conservatorio alla stessa, sarebbero conseguenti e dunque strettamente legati all’atto oggetto della commissione. La questione dunque non è solo tecnica, ma anche legata all’opportunità politica. La delibera, per Sola, non andava approvata e la conferenza non andava fatta perché di urgenza non ce ne sarebbe stata. A dirlo, per lui, proprio quanto dichiarato in quella conferenza che ha visto anche l’annuncio della richiesta di proroga sul cronoprogramma dei lavori (per il pnrr da ultimare entro fine 2027) che dovrebbero partire in primavera. L’assenza del sindaco alla commissione per il consigliere Donato Di Matteo (Costantini sindaco) è stata talmente grave che, per lui, “o ci incateniamo o andiamo dal prefetto”. La commissione Controllo e garanzia, nel delicato momento che vive il Comune viste le nuove elezioni che incombono, “è l’unico mezzo di garanzia e trasparenza. La sua assenza, di cui non viene data motivazione, è grave perché o non ha più funzioni e allora deve uscire dal Palazzo, o ha paura di parlare dell’argomento”. Sarebbe bastato, ha quindi aggiunto il consigliere Pd Francesco Pagnanelli “mandare un delegato o il capo di gabinetto”. Insomma, ha rimarcato Piero Giampietro (capogruppo Pd) un’assenza che denota un comportamento “scortese e forse un po’ prepotente” così come quello avuto nei confronti del Conservatorio.Sola, al temine dei lavori, respinge al mittente le giustificazioni date da Antonelli in merito all’assenza del sindaco. Concordare con Masci la presenza in commissione si sarebbe fino ad oggi dimostrato sostanzialmente impossibile dato che “in due anni e mezzo di amministrazione è venuto solo una volta. Oltretutto la convocazione della commissione è legata all’urgenza delle questioni che impongono tempi stringenti”. Per il presidente un’assenza che “si colloca all’interno di un atteggiamento denigratorio e di scarsa considerazione delle opposizioni che lo ha sempre contraddistinto in sei anni e mezzo di consiliatura”. Certo è, ha comunque precisato Antonelli, che quando si parla di quella conferenza stampa non si può parlare di violazione della par condicio dato che sia la delibera che l’incontro risalgono a prima dell’indizione delle nuove elezioni. Al massimo si potrebbe discutere, ha rimarcato, di opportunità politica e di quella difficoltà di definire la normale amministrazione che la sentenza ha lasciato a sindaco e giunta nei mesi che separano dal ritorno alle urne. Argomenti tutti questi comunque “fuori tema” sull’ordine del giorno, ha ribadito più volte. Così però non sarebbe per Sola visti i dubbi sull’iter che hanno portato a un progetto arrivato con sette anni di ritardo, con tanto di diffida del Conservatorio, ha precisato Simona Barba (Avs-Radici in Comune), e in un momento in cui l’opportunità politica sarebbe stata per lui quella di non approvarla quella delibera. “Se ad oggi l'unica scadenza che esiste, si sa già che è una scadenza che non potrà essere rispettata, come può questo essere un atto contingibile e urgente tale da poter essere preso in una fase delicata come questa?”, si chiede commentando l’esito della commissione dove il tema lo riporterà di nuovo. Il dirigente ci sarà, ha specificato Sola, ma “se il sindaco insisterà nel confermare la sua assenza pretenderemo che comunque ci sia qualcuno della struttura che venga a rispondere anche sul profilo politico”. Il mancato invito del Conservatorio alla conferenza per il presidente di commissione, “conferma ancora di più come probabilmente era soltanto una passerella elettorale e non una reale intenzione di coinvolgere tutti in un risultato che dovrebbe essere della città e invece viene presentato soltanto come l'opera che la città aspettava da trent’anni”. Un’ultima battuta la riserva ancora alla “gravissima assenza del sindaco”. “Perché – si chiede - chi ama le conferenze stampa fugge sistematicamente dai luoghi deputati al controllo e alla trasparenza?”.
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