Dopo Pescara, Montesilvano e Penne, il vicepresidente del consiglio regionale denuncia lo stallo e soprattutto il rischio di vedere delle incompiute anche a Scafa visti i termini del pnrr, ricordando che quei presidi sono fondamentali per tutta la Val Pescara: "Marsilio intervenga"
Continua il viaggio in quelli che ha definito “i cantieri immaginati della giunta Marsilio” del vicepresidente del consiglio regionale Antonio Blasioli (Pd) che questa volta parla di “rischio blocco” per quello della Casa della comunità e la Centrale operativa territoriale (Cot) di Scafa e dunque per quelli che dovrebbero diventare due riferimenti sanitari per tutta la Val Pescara nell’ambito dei progetti finanziati con il pnrr. Blasioli parla di “ritardi gravissimi” e di “soliti erroracci” della Asl nelle delibere invocando proprio l’intervento di Marsilio sottolineando il fatto che quelle sanitarie sono “opere fondamentali”. Dopo Pescara, Montesilvano e Penne il vicepresidente fa quindi tappa a Scafa ricordando che “da un paio di mesi sto portando avanti un vero e proprio tour per quei cantieri dove dovrebbero sorgere strutture centrali per la riorganizzazione della sanità territoriale dopo la traumatica esperienza del covid”. Il cantiere di Scafa cui fa riferimento è dunque quello partito nell’area “ex Sama”. “La Casa della comunità trova il suo finanziamento nel pnrr missione 6 Salute per 1,5 milioni di euro, sono invece 190mila euro le risorse a disposizione per la Cot”, che dovrebbe sorgere, ricorda Blasioli, all’interno del Cers (Centro erogazione servizi) che dovrebbe sorgere.” Tuttavia, come abbiamo denunciato più volte, è ormai prossima la scadenza del 31 marzo 2026. Ed è proprio entro questa data che le opere finanziate con fondi pnrr devono essere completate, per poi essere collaudate entro giugno dello stesso anno, pena la perdita dell’intero finanziamento, anche della parte di risorse spese”, rimarca ancora una volta.“L’intervento, nel suo complesso, è di fondamentale importanza per l’intera Val Pescara – ribadisce -- Come anticipato, però, anche in questo caso la situazione è identica a quanto emerso per i siti di via Inghilterra a Montesilvano, via 8 marzo a Pescara e via Caselli a Penne. Ovvero, ritardi enormi sulla scadenza per l’uso dei fondi, errori grossolani e progettazioni incomplete, continue correzioni in corsa che rischiano di compromettere seriamente il rispetto delle scadenze europee”. I ritardi e gli “erroracci” delle delibere Il vicepresidente ripercorre quindi l’iter che ha portato al cantiere. “Il progetto definitivo-esecutivo della Casa di Comunità è stato approvato dalla Asl con Delibera numero 503 del 31 marzo 2023. Sulla base di questo progetto, Areacom ha indetto la gara per la realizzazione aggiudicandola il successivo 18 settembre 2023”. “Tuttavia, a sei mesi dall'aggiudicazione incalza Blasioli -, la Asl si è accorta che alla ditta vincitrice mancava una qualifica richiesta per l’esecuzione dei lavori - nel capitolato tecnico era richiesta la qualificazione Og11 (impianti tecnologici) invece di quella Og1 (opere edili) -, per cui il 13 marzo 2024, con determina numero 53, Areacom ha annullato in autotutela la gara. Annullamento di cui la Asl ha preso atto il 24 giugno 2024, cioè tre mesi dopo, con la Delibera n. 727. Insomma, tra gara errata e annullamento si sono persi 9 mesi”. “Nel frattempo, il 29 aprile 2024, Areacom avvia una nuova gara con determina numero 89, aggiudicandola il successivo 29 agosto alla ditta Costruzioni Angelico. L'autorizzazione alla stipula del contratto da parte della Asl arriva però decisamente più tardi, lo scorso 17 dicembre, con delibera numero 1911. Dietro i ritardi- sostiene il vicepresidente -, lo scontro tra azienda sanitaria e Areacom sulle cifre dell’affidamento, in quanto la Asl sosteneva che fossero inferiori di ventimila euro rispetto a quanto indicato da Areacom. Morale della favola, per dirimere la controversia si ricorre a una consulenza legale dal costo di 12.000 euro, praticamente poco meno della differenza contestata che si cercava di risparmiare”. “Dall’approvazione del progetto all’affidamento dei lavori sono dunque passati venti mesi, mentre dall’accordo di programma tra Comune e Asl per l’utilizzo delle aree, stipulato il 20 settembre 2022, sono trascorsi addirittura più di due anni. Senza considerare che, anche qui come altrove, i fondi iniziali erano carenti per 250mila euro, e per questo motivo è stata approvata una modifica del piano economico che prevede un incremento dei costi del 29% (una Delibera in cui delle cifre erano sbagliate, per cui è stato necessario correggerla con un’altra delibera, la numero 1147 del 13 agosto 2025). Insomma, il solito pastrocchio che ha dell’incredibile”, chiosa. “Ma non è tutto. Ciò che più balza agli occhi, infatti, è l’evidente ritardo dei lavori. Della Casa di Comunità è visibile a malapena uno scheletro e il 31 marzo, tra soli due mesi, scadrà il tempo per il completamento dell’opera, al netto di eventuali proroghe europee che auspichiamo ma che al momento non sono all’orizzonte. Fortunatamente, verrebbe da dire, è stata tenuta fuori dalla gara della Casa di comunità la demolizione dei manufatti presenti nell'area, finanziata con fondi Asl”. “Anche per quanto concerne il Cers i lavori sembrano in alto mare. Infatti, pur essendo finanziato con fondi Asl, anche il Cers è in un certo qual modo soggetto alle strette tempistiche del pnrr, poiché la centrale operativa territoriale che dovrebbe nascere al suo interno è invece finanziata con fondi pnrr”, precisa ancora Blasoili. A essere preoccupato sarebbe anche il sindaco Giordano Di Fiore. “Forse sarebbe più corretto parlare di resa per manifesta incapacità, quella del centrodestra regionale, incapace di realizzare opere fondamentali per la medicina territoriale e per le aree interne, pur nella disponibilità provvidenziale dei fondi pnrr”. “Chiedo dunque, anche in questo caso al presidente Marsilio – conclude Blasioli -, ampie rassicurazioni che le opere vengano completate con fondi pnrr o regionali, e chiedo una rimodulazione di questi fondi che eviti il rischio di perderli”.