Lunedì, 19 Gennaio 2026 11:56

La denuncia Pd: "Pochi medici nei pronto soccorso. La Asl chiede di coprire i turni a quelli di altri reparti"

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Con un documento interno l'Azienda avrebbe avanzato la richiesta a Pescar, Penne e Popoli dimostrando così, denunciano Blasioli, Casticone e D'Agostino, che il problema è strutturale: "A rischio la continuità assistenziale, l'assessore Verì riferisca in consiglio regionale"
La Asl avrebbe chiesto ai medici di altri reparti di effettuare turni aggiuntivi, su base volontaria, nei pronto soccorso di Pescara, Penne e Popoli. Una richiesta che paleserebbe i gravi problemi relativi alla mancanza di personale dell’intero sistema di emergenza-urgenza dove ormai a rischio ci sarebbe la continuità assistenziale. A denunciarlo sono il vicepresidente del consiglio regionale Antonio Blasioli, il segretario del circolo Pd di Popoli Antonio Castricone la segretaria el circolo Pd di Penne Margherita D’Agostino. I tre sottolineano di ricevere ogni giorno segnalazioni da persone in fila nei pronto soccorso così come dai pazienti che restano in barella per giorno, denunciando la richiesta che la Asl avrebbe fatto co una comunicazione interna per arginare le difficoltà che ormai si vivrebbero nei reparti di emergenza-urgenza e determinata, sottolineano, dall’impossibilità di procedere alla contrattualizzazione di medici con rapporto co.co.co e dalla carenza strutturale del personale. “Da alcuni anni ormai portiamo avanti in proposito un’intensa attività di controllo e denuncia, ma spesso la direzione Asl di Pescara ha avuto modo di precisare che non sussistono problemi di personale, del resto anche la recentissima delibera (revocata) di creazione dell’Admission Room all’interno del pronto soccorso non prevedeva alcun incremento di medici. Scopriamo oggi – denunciano quindi i tre esponenti dem - che invece anche per quanto riguarda i medici si registra una grave carenza, carenza che in via eccezionale la Asl vorrebbe coprire chiedendo su base volontaria ai medici di altri reparti di effettuare turni aggiuntivi e meglio remunerati”. “Quello che emerge dai documenti ufficiali della Asl di Pescara è gravissimo e non può lasciarci indifferenti. La direzione sanitaria, con una comunicazione interna datata 15 gennaio, certifica una situazione di profonda sofferenza nei prontosSoccorso di Penne, Popoli, Pescara e nel servizio sanitario di urgenza-emergenza medica 118”, ribadiscono parlando dell’impossibilità di contrattualizzare e del problema ormai ben radicato della scarsità di personale. “La richiesta – spiegano - chiede ai medici dei reparti di aderire, su base volontaria, a turni suppletivi, oltre a quelli che prestano nei loro reparti, all’interno dei pronto soccorso. A Popoli e Penne, la copertura dei turni viene rimessa alla disponibilità di medici di Chirurgia e Medicina. A Pescara – precisano -, si parla esplicitamente di una carenza stimata di almeno 5 unità mediche, con la necessità di ricorrere, in via straordinaria e temporanea, al personale di altri reparti quali dipartimento Chirurgia, dipartimento Medicina, Anestesia e Rianimazione, Cardiologia per turni nelle aree di Admission room, Osservazione, Boarding”.“I turni da effettuare verranno eseguiti al di fuori dell’orario di lavoro e quindi con un aggravio di costi per l’azienda – denunciano ancora Blasioli, Castricone e D’Agostino - in quanto effettuati in regime di libera professione (480 euro lordi per un turno eseguito di mattina o pomeriggio, 640 euro lordi per un turno notturno) da medici che già prestano il proprio servizio, mettendo a dura la prova la loro resistenza fisica e in pericolo la sicurezza dei pazienti”. “La Asl di Pescara, che ci ha sempre rassicurato sull’adeguatezza dei dirigenti medici, ora si trova a dover chiedere ai medici di altri reparti di supplire alla carenza di medici di pronto soccorso”, chiosando dicendosi “molto preoccupati per questa situazione. In questa Asl la programmazione sanitaria sembra un miraggio e la gestione approssimativa emergenziale permanente. È inaccettabile che la tenuta dei servizi di emergenza-urgenza venga affidata alla buona volontà dei singoli professionisti, chiamati a coprire turni aggiuntivi in condizioni di precarietà e stress, con notevoli rischi per loro stessi e per i pazienti. È inaccettabile che la sicurezza delle cure venga subordinata all’improvvisazione e alla mancanza di soluzioni strutturali. È inaccettabile, inoltre, che questo aggravio di costi ricada al solito sui cittadini abruzzesi”. “Già nel mese di febbraio 2025, attraverso un corposo dossier, avevamo evidenziato le gravi criticità dei Pronto Soccorso di Pescara-Penne-Popoli e la carenza di dirigenti medici, ricevendo dai vertici della Asl le solite rassicurazioni, salvo poi scoprire puntualmente che avevamo ragione”. “Chiedo con forza alla giunta regionale e all’assessore alla Sanità di riferire immediatamente in consiglio regionale sulla situazione dei pronto soccorso della Asl di Pescara – conclude Blasioli -, di chiarire quali misure si intendano adottare per garantire la continuità assistenziale, e di chiarire la durata di questa misura eccezionale di reclutamento e le modalità che verranno invece adottate al termine di questo periodo. Non vorremmo ritrovarci un giorno con le prestazioni sanitarie dei Pronto soccorso, e quindi della sanità pubblica, appaltate a cooperative o società private”.
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