Il 19 gennaio prima udienza al tribunale di Avezzano per la morte dell'orsa simbolo d'Abruzzo per cui imputato è Andrea Leombruni cui si contesta anche l'aggravante della crudeltà
Era la sera del 31 agosto 2023 quando l’orsa Amarena, simbolo del Parco nazionale d’Abruzzo, fu uccisa con un colpo di fucile. Lunedì 19 gennaio alle 9 al tribunale di Avezzano si aprirà il processo che vede come unico imputato Andrea Leombruni chiamato a rispondere di uccisione di animale e dell’aggravante della crudeltà per quanto avvenuto davanti alla sua abitazione di San Benedetto dei Marsi. A rinviarlo a giudizio è stato il giudice predibattimentale del Tribunale di Avezzano. A riportare la notizia è l’agenzia Ansa. Un colpo fatale quello che ha raggiunto Amarena trovata agonizzante dalle guardie del parco e morta poco dopo davanti all'abitazione di Leombruni. Con lei c’erano i suoi due cuccioli fuggiti e poi rintracciati e monitorati dal Pnalm. La Leal (Lega Antivivisezionista), che da subito ha sporto denuncia e lavorato per portare a processo l’uomo , è stata ammessa come parte civile. L'associazione sottolinea che la morte di Amarena rappresenta un danno ambientale enorme perché l’orsa era riproduttiva e dunque fondamentale per la specie di orso marsicano protetta e a rischio di estinzione. Anzi, sottolinea, la specie di platingradi “la più rara al mondo”. Per la Lega la sua uccisione avrebbe compromesso la crescita demografica e genetica di un animale-chiave dell'ecosistema e simbolo di convivenza responsabile. “Amarena è stata sottratta alla specie insieme a una parte insostituibile del suo futuro biologico”. “La condotta dell'imputato - dichiara Aurora Rosaria Loprete, legale Leal - non ha alcuna giustificazione, come ben evidenziato nei capi di imputazione. Amarena è stata colpita alle spalle, con colpi di fucile caricati con munizioni artigianali atte a recare il massimo danno, in spregio della presenza di due cuccioli non autosufficienti. Inoltre i colpi sono stati esplosi ad altezza uomo, creando pericolo per la pubblica incolumità. Combatteremo fino in fondo per ottenere una pena esemplare”, conclude.