Martedì, 13 Gennaio 2026 18:47

Centrodestra pronto al ritorno al voto, ma sul fronte organizzativo "Le conseguenze non sono marginali"

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La città sotto il profilo demografico e dell'elettorato è mutata, sottolineano i partiti di coalizione. Tra nuovi maggiorenni, trasferimenti di residenza e rischio di contenziosi gli scenari che si aprono, affermano, sono complessi
Se c’è un problema nella sentenza del consiglio di Stato che rimanda alle urne i pescaresi in 23 sezioni, è nelle conseguenze amministrative e pratiche che ha e che “non sono marginali”. Gli esponenti del centrodestra e nello specifico Etelwardo Sigismondi (FdI), Nazario Pagano (FI), Vincenzo D'Incecco (Lega), Enrico Di Giuseppantonio( Udc), Paolo Tancredi (Noi MOderati), e il deputato pescarese FdI, Guerino Testa, scomodano il noto aforisma di Ennio Flaiano “la situazione è grave, ma non è seria” per commentare la sentenza che ha di fatto confermato quanto già stabilito dal Tar (Tribunale amministrativo regionale) seppur diminuendo le sezioni in cui si dovrà a tornare per l’elezione del sindaco. Se da una parte, rimarcano come già fatto sia dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e dal sindaco Carlo Masci, che i giudici hanno escluso le cosiddette “schede ballerine” cassando anche la richiesta del centrosinistra che chiedeva di annullare in toto il voto, la sentenza “comporta conseguenze operative e istituzionali” in una città che nel frattempo, ed è questo il fulcro del problema per il centrodestra, sotto il profilo elettorale e demografico. “Dal 2024 a oggi, infatti – dichiarano in una nota congiunta -, il corpo elettorale è sicuramente cambiato: ci sono cittadini che nel frattempo sono deceduti; nuovi maggiorenni che non erano elettori all’epoca del voto; persone che hanno cambiato residenza; elettori che rischiano di votare due volte o, al contrario, di non poter votare affatto. Sono osservazioni tecniche e la decisione della magistratura va rispettata. ma il voto in 23 sezioni porta con sé effetti concreti sull’organizzazione elettorale e sulla certezza delle regole, perché nel frattempo il corpo elettorale è differente e questo può generare nuove contestazioni”, ribadiscono. “C’è poi un profilo politico che non può essere taciuto: il centrosinistra ha scelto di trascinare Pescara in uno stallo che rischia di rallentare l’azione amministrativa e di danneggiare la città. Ora serve responsabilità – concludono -: niente strumentalizzazioni, massima trasparenza e un solo interesse da tutelare, quello dei cittadini. Il centrodestra è pronto a tornare al voto, con la consapevolezza che i pescaresi sapranno confermare il buon governo e la serietà del lavoro svolto”.
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