Lunedì, 12 Gennaio 2026 11:35

Natale (Pd) sull'inaugurazione della palestra della scuola D'Ascanio di Montesilvano: "Non è farina dell'attuale amministrazione"

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La consigliere comunale di opposizione del Pd ricorda come la palestra sia stata finanziata con fondi Cipe ottenuti dagli allora presidente della Regione Abruzzo e della Provincia di Pescara, Luciano D'Alfonso e Antonio Di Marco
«Come ci insegna la saggezza popolare “non è farina del suo sacco”. Questa è stata la mia riflessione quando ho visto il taglio del nastro cui hanno partecipato il sindaco di Montesilvano e alcuni assessori all’inaugurazione della palestra della scuola D’Ascanio». A scrivere è Manuela Natale, consigliera comunale del Pd.L'esponente democratica aggiunge: «Il pensiero è giunto spontaneo giacchè è documentalmente provato che la palestra è stata finanziata con fondi Cipe (rectius delibera numero 97 del 22.12.2017) per ottenere i i quali l’allora presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e l’allora presidente della Provincia, Antonio Di Marco, lavorarono con grande impegno, anche interloquendo con l’allora presidente delegato del Cipe e ministro dello Sport, Luca Lotti. Un traguardo importante per cui tutte le istituzioni lavorarono per anni, compresa la validissima direttrice Ciaccio». Così conclude Natale: «L’attuale amministrazione di Montesilvano, non solo non ha invitato all’inaugurazione chi ha edificato e costruito le basi economiche per erigere la palestra, ma non ha neppure speso una parola per descrivere la storia della palestra. Oggi assistiamo a un taglio di nastro da parte del centro-destra che, tuttavia, non è stato cucito con i fili della manodopera tipica del proprio “facere”. Un po' come per i tagli per le opere finanziate dal Pnrr che oggi, però, a Montesilvano si rivelano un disastro. Montesilvano oggi ha bisogno di concretezza, di nuove idee e di messa in esercizio dell’economia che deve essere nuovamente ricercata, costruita: questa è l’endiadi che consente di crescere e sviluppare un territorio con la “farina del proprio sacco”, altrimenti si rischia di scattare foto sull’operato encomiabile avviato da altri».
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