Nell'aula Alessandrini del tribunale il primo di una serie di incontri che saranno organizzati per informare la cittadinanza sul referendum e i contenuti di una legge che, anche per il senatore Pd Michele Fina, indebolirebbe i magistati a discapito dei cittadini senza dare soluzioni ai problemi esistenti
Si è costituito e presentato il Coordinamento Abruzzo del comitato “Giusto dire no” alla riforma della giustizia del ministro Carlo Nordio. Pe i promotori, alle prese ora con la campagna referendaria, quella legge non affronta le reali criticità del sistema giudiziario, che continuano a gravare sulla vita quotidiana dei cittadini: la carenza di magistrati e di personale amministrativo, l’eccessivo numero dei procedimenti e la loro durata. Problemi strutturali che restano irrisolti. È stata l’aula Emilio Alessandrini del Tribunale di Pescara ad ospitare la presentazione del comitato alla presenza di esponenti dell’università, dell’avvocatura, della magistratura e della società civile. Una scelta non casuale quell’aula visto che è intitolata al giudice Emilio Alessandrini, “magistrato esemplare per terzietà e indipendenza, ucciso dal terrorismo nell’adempimento del suo dovere costituzionale. Un richiamo esplicito alla storia e ai valori fondanti della magistratura repubblicana”, sottolinea il coordinamento nato “con l’obiettivo di informare in modo corretto e accessibile i cittadini sui contenuti e sugli effetti della riforma della giustizia promossa dal ministro Nordio, anche attraverso i propri canali social”. Secondo il Comitato, la legge “comporta un indebolimento della tutela dei diritti, incidendo negativamente sull’equilibrio tra i poteri dello Stato e sull’indipendenza di giudici e pubblici ministeri”. Tra gli intervenuti anche il senatore Pd Michele Fina per il quale la nascita del coordinamento “rappresenta un passaggio importante di informazione pubblica e di partecipazione democratica. Un’iniziativa autorevole, alla quale ho partecipato, animata da magistrati, giuristi e rappresentanti della società civile, che richiama tutti alla responsabilità di difendere i principi costituzionali”. “Dal confronto è emerso con chiarezza come questa riforma non risponda alle reali esigenze dei cittadini e del sistema giudiziario. La giustizia italiana soffre per la carenza di magistrati, di personale amministrativo e per l’eccessiva durata dei procedimenti – ribadisce -. Problemi strutturali che la legge Nordio ignora completamente, preferendo interventi ideologici e costosi, con un aggravio di spesa pubblica stimato in oltre cento milioni di euro l’anno”. Secondo il senatore dem è inoltre “fuorviante sostenere che la riforma serva a garantire la terzietà del giudice, perché la terzietà è già pienamente assicurata dalla Costituzione e dimostrata dalla storia della magistratura italiana, protagonista nella difesa della legalità contro mafie, terrorismo e corruzione. Nessun organismo internazionale – chiosa - ha mai chiesto una modifica di questo tipo ed è molto significativo, a questo proposito, il richiamo che il Comitato ha voluto tributare al giudice Alessandrini, vittima del terrorismo”. La finalità reale della legge Nordio è un’altra secondo il senatore dem: “alterare gli equilibri costituzionali, riducendo l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e rafforzando il controllo della politica e dell’esecutivo. La frammentazione del Consiglio superiore della magistratura, l’introduzione di un sorteggio che svuota il principio elettivo, la creazione di una commissione disciplinare speciale e l’indebolimento dello statuto di indipendenza del pubblico ministero rappresentano un precedente pericoloso nella storia repubblicana”. “Per la prima volta – conclude – si interviene su cardini fondamentali della nostra democrazia, mettendo in discussione il divieto di tribunali speciali e l’assetto unitario della magistratura ordinaria. Il Partito Democratico sostiene con convinzione il lavoro del Comitato Giusto Dire No e continuerà a promuovere un’informazione corretta e capillare: difendere l’indipendenza della magistratura significa difendere i diritti dei cittadini e la qualità della nostra democrazia. Per questo è giusto dire No”. Il Coordinamento proseguirà nelle prossime settimane la propria attività di informazione e confronto pubblico sul territorio regionale, con incontri, iniziative e momenti di approfondimento dedicati al referendum e alla difesa dei principi costituzionali.