Lunedì, 21 Settembre 2026 18:13

Pedoni investiti e uccisi: 304 morti in nove mesi (5 in Abruzzo), aumento dell'8%

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Metà delle vittime ha più di 65 anni. In 137 casi l'investimento è avvenuto sulle strisce pedonali. Dati dell'osservatorio Asaps-Sapidata
Quattrocentosei pedoni morti dall'inizio del 2026 — no, i numeri reali sono ancora più allarmanti: 304 vittime nei primi nove mesi dell'anno, due al giorno solo nell'ultima settimana. È quanto emerge dall'ultimo report dell'osservatorio Asaps-Sapidata, che fotografa una strage silenziosa sulle strade italiane, come riporta l'Agi.Nella sola ultima settimana sono stati investiti e uccisi 14 pedoni, di cui 10 avevano più di 65 anni. Il totale dall'inizio dell'anno raggiunge quota 304 vittime: 200 uomini e 104 donne. Quasi la metà, il 47,6% pari a 145 persone, appartiene alla fascia degli over 65.Un aumento dell'8% rispetto al 2025Il confronto con l'anno precedente è impietoso. Nei primi otto mesi del 2026 i pedoni morti sono stati 268, contro i 248 dello stesso periodo del 2025: un aumento dell'8%. Nel 2025, secondo i dati Istat, il totale annuale si era fermato a 419 vittime.Il mese peggiore del 2026 è stato gennaio, con 47 morti. Seguono marzo (40), settembre già a quota 36, giugno (33), maggio (32), agosto (31), febbraio (30), luglio (28) e aprile (27).Strisce pedonali e pirateria stradaleParticolarmente grave il dato sugli investimenti alle strisce pedonali: 137 casi su 304, pari al 45% del totale. Luoghi teoricamente sicuri che si rivelano invece tra i più pericolosi.Sono 26, invece, gli episodi di pirateria stradale, l'8,5% del totale: conducenti fuggiti dopo aver travolto un pedone, senza prestare soccorso. L'ultimo caso segnalato è avvenuto a Pompei, ai danni di una donna di 66 anni.La Lombardia in testa, seguita da Veneto e CampaniaSul fronte geografico, la Lombardia registra il maggior numero di decessi con 48 vittime, di cui 8 a Milano. Seguono il Veneto con 35, la Campania con 30 e il Lazio con 28, di cui 14 a Roma. Più distanziate Piemonte (24), Toscana (21), Emilia-Romagna (20), Sicilia (18) e Puglia (17). Chiudono la classifica Liguria (15), Friuli-Venezia Giulia (9), Calabria e Sardegna (8 ciascuna), Marche (6), Abruzzo e Trentino-Alto Adige (5), Umbria (4), Valle d'Aosta (2) e Molise (1).
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