Lunedì, 21 Settembre 2026 12:47

Futuro Nazionale sull'ostello per migranti ai Colli: "Bene la nascita del comitato cittadino, ma dov'era prima l'opposizione?"

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Il comitato "Pescara Gesuiti" sarebbe nato proprio per chiedere conto del progetto pensato contro il caporalato, ribadiscono Piscione, Profetta e Trabucco (FN), plaudendo all'iniziativa e ribadendo che il problema in città sarebbe pressoché "inesistente". Sulla presenza alla presentazione erano presenti di esponenti di opposizione: "Abbiamo dato la sveglia al Comune"
Si è costituito il comitato civico “Pescara Gesuiti” e la prima battaglia che intende promuovere è quella di fare chiarezza sulla realizzazione dell’ostello per migranti, ovvero la casa per le vittime di caporalato, che si sta realizzando nell'ex mercato coperto di via Maestri del Lavoro.Ad esprimere soddisfazione per la sua costituzione sono i referenti dei Comitati costituenti di Pescara 1360 e 492 di Futuro Nazionale, Fabrizio Piscione e Carola Profeta con Antonella Trabucco, che è referente per il Comitato costituenti di Catignano 621. Una realtà, quella dell’ostello dei migranti, contro cui proprio Futuro Nazionale ha sin da subito levato gli scudi avviando una raccolta firme presentando anche un esposto all’Ispettorato del lavoro per l’ipotesi di violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro nel cantiere già avviato. Quello del caporalato, tornano a sostenere, “è fenomeno inesistente nel territorio pescarese o, quantomeno, sicuramente inesistenti i casi individuati nella relazione di accompagnamento”.Alla presentazione di quel comitato, riferiscono da Futuro Nazionale, hanno preso parte anche esponenti di opposizione di Palazzo di Città, in particolare il gruppo Pettinari sindaco, e per loro quella presenza evidenzia “il mondo al contrario” che si sta delineando sulla vicenda: “una maggioranza di centrodestra che approva la realizzazione di un ostello per immigrati, con una opposizione di centrosinistra che, improvvisamente desta, si schiera con i cittadini che non vogliono l’ostello”, sostengono Piscione, Profeta e Trabucco. “Ci domandiamo: dov’erano quando la delibera fu approvata?”, chiosano i tre. Quella struttura la i sta realizzando con fondi pnrr ed è destinata, da progetto, alle vittime di caporalato, ma per Futuro Nazionale la motivazione non reggerebbe su basi solide. Va detto che, in realtà, il comitato non ha espresso contrarietà al progetto, ma ha chiesto certezze su modello di gestione, i servizi che saranno messi a disposizione, sui criteri di accesso, sui controlli previsti, sulle risorse destinate al funzionamento e anche chiarezza sui tempi del cantiere e dunque un cronoprogramma definito. A finire nell’occhio del ciclone di FN è stata infatti la delibera che ha portato allo stanziamento dei fondi necessari a realizzare il progetto che, lamentano, non è stato neanche accompagnato da “un’adeguata informazione pubblica” con la delibera di giunta approvata “nel silenzio-assenso dell’opposizione presente in consiglio comunale”. A mancare sarebbe anche “una pur minima previsione per i conti di gestione”, ma soprattutto in quella delibera, per giustificare la realizzazione dell’ostello, tornano a denunciare gli esponenti di Futuro Nazionale, “abbiamo riscontrato una rappresentazione del territorio surreale, molto più vicina a quella di altre aree d’Italia, come, ad esempio, Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia, che non alla provincia e alla città di Pescara. “Negli ultimi anni si è assistito nella provincia di Pescara ad un significativo incremento del fenomeno malavitoso legato allo sfruttamento della manodopera – si legge nel testo dell’atto -. Al contempo il territorio comunale, a causa della presenza di servizi a bassa soglia (mense, docce, distribuzione pasti), è divenuto meta di insediamenti abitativi abusivi soprattutto nei periodi invernali, quando i lavori nei campi agricoli della provincia sono fermi. Sono stati accertati sul territorio comunale un insediamento ‘formale’, localizzato in una palazzina sita in via Ilaria Alpi, e vari insediamenti ‘informali’ di vittime dell’accattonaggio nei pressi della stazione ferroviaria di Pescara Centrale, Lungofiume, via Lago di Capestrano, Porta Nuova nell’ambito di zone semicoperte quali ponti o ruderi di vecchie fabbriche”. “L’idea progettuale – continua la delibera - è focalizzata sulla creazione di un ostello per accogliere in forma temporanea e autonoma, con minimi costi di gestione, i lavoratori vittime dello sfruttamento in agricoltura mediante l’utilizzo di una struttura di proprietà comunale, individuata dai Settori competenti dell’ente con la condivisione dell’amministrazione, nell’ex mercato coperto”. Un contenuto già contestato da FN che ribadisce: nell’edificio di via Alpi citato, “tutti gli affittuari che occupano le abitazioni della società hanno contratti regolarmente registrati, documenti intestati a stranieri che risiedono regolarmente in Italia, registrati all’Agenzia delle entrate e i cui nominativi sono stati comunicati alla questura, e che tutti pagano regolarmente il canone di locazione”. “Una famiglia che paga regolarmente un affitto e risiede con contratto registrato difficilmente può essere qualificata come vittima di caporalato – affermano Piscione, Profeta e Trabucco - . Inoltre, le stesse problematiche evidenziate nella zona della stazione centrale, per ammissione della relazione, attengono principalmente a fenomeni di accattonaggio, non allo sfruttamento in agricoltura”. “Ne deriva che la delibera di giunta comunale, allo scopo di ottenere i fondi e aumentare la percentuale di realizzazione, delinea un quadro distorto, con un accostamento a contesti di tutt’altra natura che, oltre a offendere la provincia e la città di Pescara, non rispecchia il reale stato dei luoghi, suggerendo un contesto ai limiti del falso e non coerente con la situazione effettiva del territorio”, denunciano i tre. “I consiglieri dell’opposizione presenti alla presentazione del Comitato civico Gesuiti, mentre si approvava una delibera siffatta, dov’erano? – incalzano ancora rivolgendosi al centrosinistra -Hanno informato i cittadini presenti di quanto si affermava nelle relazioni a corredo della delibera che ha approvato il progetto?”. I tre ricordano quindi che sin da subito hanno espresso la loro contrarietà a quell’ostello da 60 posti raccogliendo firme e presentando l’esposto all’Ispettorato del lavoro dicendosi “onorati e fieri di aver suonato la sveglia, sia nei confronti dei cittadini, sia e soprattutto nei riguardi di una opposizione soporifera”. “Accogliamo con soddisfazione la costituzione del Comitato civico Pescara Gesuiti, che in fin dei conti, al netto delle affermazioni di stile in linea con i dettami propri del pensiero radical chic – concludono -, chiede le stesse decisioni che chiediamo noi di Futuro Nazionale”.
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