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Lunedì, 27 Aprile 2026 20:56

Il vicesindaco Santilli sul commercio: "Settore resiliente, dal 2019 al 2026 saldo positivo di 1.852 attività"

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Alla vigilia dell’incontro con le associazioni di categoria, Santilli fornisce il dato del Suap (Sportello unico per le attività produttive del Comune di Pescara) e commenta lo studio Confcommercio "Città e demografia d’impresa", che colloca la città al 102esimo posto su 122 comuni: "Pescara tiene, in un contesto di crisi mondiale delle attività tradizionali e della spietata concorrenza dell’online"
Alla vigilia dell’incontro con le associazioni di categoria fissato per il 28 aprile alle 15 e cui ha inviato a partecipare anche l’associazione Amici di Corso Vittorio che ha denunciato la pesante situazione che sta vivendo la zona stretta tra cantieri Aca e desertificazione, il vicesindaco e neo assessore al Commercio Gianni Santilli assicura la sua “apertura totale” e la “massima predisposizione all’ascolto”. L'occasione, per lui anche per commentare lo studio Confcommercio “Città e demografia d’impresa” del 12 marzo 2026, che colloca Pescara al 102esimo posto sui 122 comuni oggetto di indagine: una posizione, commenta, che non è negativa, ma esattamente il contrario dato che certifica, rimarca Santilli, come al di là di una crisi reale che non è solo di Pescara, ma che interessa tutto il Paese e che arriva ben oltre i confini nazionali, la citta non solo ha tenuto, ma anche dato segnali positivi.Se quindi da una parte la volontà è quella di “avviare una interlocuzione e valutare insieme il percorso da seguire per dare un nuovo slancio al commercio, partendo dal presupposto che la crisi delle attività di vicinato, quelle tradizionali, è mondiale e che c'è una concorrenza spietata da parte dell'online”, dall’altra quella classifica va anche letta nel modo giusto, ribadisce Santilli, e può essere un buon punto di partenza proprio per aprire a nuovi ragionamenti. Numeri che il vicesindaco chiede di leggere insieme a quelli del Suap (Sportello unico delle attività produttive) del Comune Pescara. L’undicesima edizione dello studio, ribadisce, “non colloca affatto Pescara in fondo alla classifica, anzi è esattamente il contrario. Pescara tiene e si colloca al 102esimo posto su 122 comuni analizzati per calo delle imprese, ma la prima posizione in classifica indica il Comune con il calo più drastico mentre l'ultima posizione indica il Comune con il calo più leggero il che vuol dire che a Pescara la situazione, nella sua complessità, è tendenzialmente migliore rispetto a molte altre città”. “Tra il 2012 e il 2025 a Pescara – spiega - è stata registrata una riduzione del 21,4% delle imprese attive nel settore del commercio (sede fissa più ambulanti) e nello stesso arco temporale, la popolazione residente è diminuita del 2,4%”. “Mi soffermo però anche su altri dati, quelli del Comune di Pescara (Suap) – prosegue -. Dal 2019 a gennaio 2026, abbiamo registrato un saldo positivo di 1.852 attività commerciali: quelle nuove sono state 4.099, in sei anni, mentre quelle cessate sono state 2.247. Questo vuol dire che il settore è resiliente, ha capacità di resistere e rigenerarsi, e il ruolo delle associazioni e di tutti i commercianti è preziosissimo per portare avanti un dialogo costruttivo improntato alla collaborazione. Incrociando questi dati si deduce quindi che la crisi si è concentrata per la parte maggiore nell'arco temporale 2012-2019 mentre nell'ultimo periodo, post covid, c'è stata una buona ripresa”. “Questo non mi stupisce, specie in considerazione dei numeri strepitosi registrati per il turismo, in costante crescita dal 2019: ricordo infatti che nel 2025 le presenze sono state oltre 740mila, il 174% in più rispetto al 2019, e questo incremento – conclude - sicuramente ha portato benefici al commercio”.
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