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Lunedì, 27 Aprile 2026 17:06

Nasce l’Ugs Abruzzo (Unione giovani di sinistra), Alex Giaccio eletto coordinatore regionale

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Il neo coordinatore Alex Giaccio: “Basta con la politica dell’attesa: ci riprendiamo il diritto di restare e di decidere”
Si è concluso con un segnale di forte unità e mobilitazione il percorso fondativo dell’Unione Giovani di Sinistra (Ugs) Abruzzo. Dopo le tappe provinciali di Chieti e Pescara, l’organizzazione ha tenuto venerdì 24 aprile il suo primo congresso regionale nella sede di Sinistra Italiana a Pescara. Un momento storico che trasforma la militanza diffusa in una struttura coordinata, pronta a dare battaglia su tutto il territorio regionale, si legge in una nota. Dalla frammentazione al protagonismo regionale. Il congresso ha messo a sistema le istanze emerse nelle assemblee del 18 aprile. Se a Chieti, con la referente Francesca Avallone, è stata denunciata la desertificazione culturale di una città che "attraversa" gli studenti senza accoglierli, a Pescara il referente Francesco Falone ha rivendicato il diritto alla socialità contro ogni visione securitaria. L’Ugs Abruzzo nasce per unire queste voci in un unico fronte, con l’obiettivo di radicarsi in ogni provincia e dialogare con le forze sociali che rifiutano lo status quo. L’assise regionale ha approvato una linea politica di netta opposizione al modello dei Ministri Valditara e Bernini, accusati di svendere il diritto allo studio per assecondare le logiche del mercato e della precarietà. Oltre alla scuola e all’università, il congresso ha posto come priorità la salute mentale, chiedendo che smetta di essere un privilegio per pochi e diventi un servizio pubblico garantito, pilastro fondamentale per il benessere di una generazione sotto pressione. L’assemblea ha eletto all’unanimità l’esecutivo regionale composto da Alex Giaccio (Chieti) come coordinatore regionale, Federico Ricci (L’Aquila) come responsabile dell'organizzazione e Ludovico Li Vigni (Pescara) con delega esterna alla comunicazione. Alex Giaccio ha tracciato la rotta del nuovo corso: “Siamo cresciuti in un sistema che ci vorrebbe spettatori educati, confinati in una perenne sala d’attesa, in attesa di un futuro concesso come un favore dall’alto. Oggi l’Ugs Abruzzo dice chiaramente che quel tempo è finito. Non siamo qui per occupare spazi vuoti, ma per scardinare un sistema che trasforma il lavoro in ricatto e il merito in discriminazione. Vogliamo restare in questa regione non perché ci manchino alternative, ma per la sfida di trasformarla profondamente. Metterci la faccia significa rivendicare il diritto a un presente dignitoso, dove la cura della salute mentale e la giustizia ambientale non siano slogan, ma precondizioni per vivere. Non chiediamo più il permesso di esistere: siamo una forza politica che ha il coraggio di essere radicale e la tenacia di voler decidere, ora, sulle scelte che ipotecano la nostra vita”.
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