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Venerdì, 24 Aprile 2026 13:09

Sempre meno iscritti nelle scuole abruzzesi, i Gd: "Un crollo, altro che toni trionfalistici. Subito la riforma"

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Finoli e Gileno denunciano come i numeri diffusi dall'Ufficio scolastico regionale (3.800 alunni in meno) certifichino un problema frutto anche di una gestione politica che nulla avrebbe fatto su spopolamento delle aree interne e trasporti dato che a soffrire di più sono proprio materne e primarie. "La nostra legge per la riforma del diritto allo studio resta nel cassetto, ma va approvata"
“Il sistema scolastico abruzzese perde migliaia di studenti ogni anno e con essi pezzi di futuro”. Questo il caustico commento della responsabile scuola e vicesegretaria regionale dei Giovani democratici Pia Finoli e del segretario regionale Saverio Gileno ai dati diffusi dall’Ufficio scolastico regionale e denunciati dalla isl Scuola Abruzzo-Molise che parlando di 3.800 iscrizioni in meno nell’anno scolastico 2025-2026 rispetto al precedente. Numeri che, sottolineano, “certificano una realtà che rispedisce al mittente i continui toni trionfalistici dell’assessore Roberto Santangelo”. Quei numeri si traducono in “un crollo che colpisce soprattutto infanzia e primaria: è il segnale più grave, perché anticipa un effetto domino su tutto il sistema nei prossimi anni – denunciano ancora Finoli e Gileno -. Non siamo davanti a una flessione temporanea, ma a una crisi demografica strutturale che richiederebbe politiche straordinarie. Invece, dalla Regione arrivano solo annunci e nessuna riforma di sistema”. Per i Giovani democratici il tema della scuola è tra l’altro solo una parte di un problema più ampio: quello dello spopolamento. “Il calo degli studenti – affermano infatti vicesegretaria e segretario - è l’effetto diretto dello spopolamento e delle decine di migliaia di giovani che in questi anni hanno lasciato l’Abruzzo, senza avere la possibilità di costruire qui il proprio futuro. Un fenomeno che colpisce in modo ancora più duro le aree interne, dove la chiusura di scuole e servizi accelera un declino già in atto”. L’occasione anche per ricordare e denunciare che “la nostra proposta di legge sul diritto allo studio, che aggiorna una normativa ferma al 1978 per scuole medie e superiori, è ancora bloccata in V commissione, presieduta da Paolo Gatti, dopo la prima audizione. È inaccettabile: mentre i numeri peggiorano, la politica regionale resta immobile.” Le proposte“Serve una strategia integrata – proseguono Finoli e Gileno -: trasporti efficienti per garantire il diritto allo studio, servizi sanitari di prossimità, politiche per la famiglia e un sostegno reale alla natalità. Ma anche qui i dati sono impietosi: a pochi mesi dalle scadenze, in Abruzzo è stato speso meno del 50% dei finanziamenti destinati ad asili nido e scuole dell’infanzia, e solo una percentuale minima delle opere risulta completata. Un fallimento che pesa sulle famiglie e sul futuro della regione”. Le critiche alla Regione“Non esiste una vera politica del trasporto che accompagni i percorsi formativi. Si continua a procedere con il dimensionamento scolastico, tagliando e accorpando istituti, invece di rafforzare le scuole più strategiche, soprattutto nelle aree interne. Così si alimenta lo spopolamento anziché contrastarlo”, incalzano i due esponenti dei Gd. “La scuola – concludono Finoli e Gileno – è il primo presidio di comunità. Quando chiudono le aule, si svuotano i territori. Per questo serve una riforma radicale del diritto allo studio, investimenti veri su servizi, mobilità e qualità dell’offerta formativa. Purtroppo oggi l’Abruzzo racconta altro: ‘un mondo a parte’ non è uno slogan, ma la realtà di un Paese governato dalla destra, che lascia indietro intere generazioni e interi territori.”
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