Il direttivo parla di "anomalie" nella gestione dello switche e denuncia la presenza di fanghi e liquami in alcuni tratti del cantiere di corso Vittorio Emanuele II, ma è in particolare su come sono state date informazioni ai cittadini che solleva di nuovo la polemica parlando di frammentazione e della necessità che fosse solo una persona a riferire. Persona che, per il Pd, doveva essere il sindaco
L’acqua è tornata a scorrere regolarmente e la potabilità è stata ovunque ripristinata, ma a non fermarsi sono le polemiche sulla gestione della comunicazione sul maxi-intervento Aca del 13 e 14 aprile, nello specifico nel post cantiere così come criticità vengono sollevate anche su quelli presenti in città e anche su alcuni dubbi che rimarrebbero sull’acqua accumulatasi nei serbatoi private. Se da una parte c’è il totale riconoscimento dell’importanza dell’intervento finanziato con il pnrr che si pone come obiettivo di ridurre le perdite idriche fino al 30%, dall’altra c’è la denuncia di “anomalie” nella gestione e nella comunicazione fatta alla cittadinanza nei giorni immediatamente successivi ai lavori. A parlare di quelle “anomalie” è il direttivo del circolo del Pd Porta Nuova a seguito dei sopralluoghi fatti da Costanzo De Angelis sui cantieri aperti in città denunciando la presenza di tubi scoperti e liquami in due cantieri del centro, ma soprattuto lamentando il fatto che nel pieno dell’emergenza creatasi sul ritorno alla potabilità, a creare caos sarebbe stata una comunicazione troppo frammentata laddove, per i rappresentanti del circolo, si sarebbe dovuto individuare un'unica figura deputata a fornire le informazioni alla città. Figura che, per il Pd, si sarebbe dovuta individuare nel sindaco. “Durante le operazioni di switch della rete effettuate il 13 e 14 aprile, sono emerse importanti criticità – ribadisce il direttivo del circolo Pd -. La sospensione del servizio idrico, prevista per un massimo di 48 ore con verifica della potabilità entro le successive 24 ore, ha subito ritardi: la comunicazione ufficiale di potabilità è arrivata solo nel pomeriggio del 17 aprile”. “Permane inoltre – denuncia - una significativa incertezza in merito all’acqua accumulata nei serbatoi privati a partire dal 15 aprile, per la quale non è stato chiarito il periodo di possibile esposizione a contaminanti”. “Queste situazioni hanno creato e creano grosse difficoltà a tutta la comunità: famiglie, imprese istituzioni. Purtroppo dobbiamo rilevare che ci sono state diverse anomalie. La prima in assoluto di comunicazione – ribadiscono i rappresentanti del circolo Pd -, doveva comunicare un solo soggetto in questo caso il sindaco per le sue competenze istituzionali sulla salute pubblica. Invece hanno comunicato di volta in ìn volta troppi soggetti alcuni istituzionali tanti occasionali liberi battitori di social, si dovevano dare istruzioni operative univoche e e vincolanti”. Risposte il Pd le chiede anche sui liquami presenti in due dei cantieri di corso Vittorio Emanuele II dove De Angelis ha fatto i sopralluoghi e cioè quelli all’altezza di via Genova dove si cono “tubi nel fango scoperti da collegare” e all’altezza di via Roma dove “ci sono liquami che arrivano da un collettore aperto e dove i tubi sono in parte sollevati e in parte posati in opera aperti”. “Alla luce di quanto accaduto – conclude il direttivo del circolo - , si ritiene fondamentale rafforzare il coordinamento istituzionale, la trasparenza delle comunicazioni e i controlli tecnici, al fine di tutelare la salute pubblica e prevenire il ripetersi di simili criticità”.