Approvata la delibera di giunta per la concessione della ex scuola e pubblicati i bandi da oltre 1 milione dalla società per la parziale demolizione e ricostruzione oltre che per l'efficientamento. Il gruppo comunale rivendica l'aver avanzato la proposta già prima, e se la decisione è condivisa restano le critiche non solo sui tempi, ma anche sulla scelta di come finanziarla la riqualificazione
L’annuncio che ci sarebbe stata la parziale demolizione e ricostruzione dell’ex scuola di via Monte Siella per farne la sede di Pescara Energia c’era stata a dicembre. Il 14 aprile il Comune ha approvato la delibera per dare in concessione la struttura alla società in house e il giorno dopo la società ha pubblicato i bandi (2 i lotti di intervento) per procedere con gli affidamenti dei lavori per un totale di oltre 1 milione e 300mila euro. Alla luce degli ultimi sviluppi e in particolare la delibera comunale, a tornare a parlare della decisione dell'amministrazione è il consigliere comunale di opposizione Massimiliano Di Pillo (Pettinari sindaco) rivendicando il fatto che la proposta dal gruppo era arrivata già molto tempo prima, lamentando quindi i ritardi con cui si è arrivati a questo intervento e dichiarando chiaramente la contrarietà alla decisione di “far accollare al Comune di Pescara i costi delle opere di ristrutturazione dell’immobile scomputandole sul canone di concessione dovuto da Pescara Energia”. La soddisfazione per la decisione c’è dato che, dichiara Di Pillo, “finalmente l’amministrazione comunale arriva dove noi avevamo indicato già da mesi, se non da anni. Il trasferimento degli uffici di Pescara Energia nell’ex plesso scolastico di via Monte Siella è la prova provata che le nostre proposte erano non solo percorribili, ma le uniche sensate per il bene della città”. Parallelamente, però, si muovono anche le critiche che per gli esponenti del gruppo consiliare, con Di Pillo ci sono il capogruppo Domenico Pettinari e l’altro consigliere comunale, Giovanni D’Andrea, si traducono in “un ritardo costoso e poco trasparente” che avrebbe reso “il percorso per arrivare a questa soluzione è stato inutilmente tortuoso”. Di Pillo parla quindi di “tempo sprecato: Per mesi l’amministrazione ha ignorato i suggerimenti dell’opposizione, insistendo su strade alternative che si sono rivelate vicoli ciechi”, di “gestione economica opaca” dato che “sono stati spesi soldi pubblici in studi e valutazioni per l’acquisto di altri immobili privati, operazioni spesso poco limpide e decisamente onerose per le casse comunali” e anche di “mancanza di visione. Solo oggi – chiosa - , messi alle strette, si torna sul progetto originariamente da noi caldeggiato”. Per il consigliere comunale “l’occasione persa per il quartiere San Giuseppe nonostante il via libera alla sede di Pescara Energia rappresenti un passo avanti rispetto all’abbandono attuale, resta il rammarico per quella che poteva essere una vera operazione di rilancio sociale”. “Non dimentichiamo che la nostra proposta principale vedeva in quella struttura il cuore pulsante per le scuole primarie e dell’infanzia. Riportare i bambini e le famiglie in via Monte Siella avrebbe significato riattivare l’economia reale del quartiere San Giuseppe, ossigenando le attività commerciali di via del Circuito e via Rigopiano, che oggi soffrono il progressivo spopolamento dei servizi”, sottolinea. Ciò che risulta non condivisibile per il gruppo, come detto, è la decisione che sia il Comune a pagare i costi della ristrutturazione “scomputandole sul canone di concessione dovuto da Pescara Energia. Il Comune di Pescara non dovrebbe a nostro avviso perdere il canone di concessione, Pescara Energia dovrebbe avere la consistenza economica per pagarsi una sede o come in questo caso pagare con il proprio bilancio interamente le opere di ristrutturazione della sede che il comune le concederà”. “È troppo facile scaricare sul bilancio comunale i costi di ristrutturazione e messa a norma dell’immobile, infatti il canone complessivo sarebbe stato di 103 mila euro l'anno per Pescara Energia anziché 5mila 200 euro l’anno come ora stabilito grazie allo scomputo previsto dal Comune con delibera di giunta 227 del 14 aprile 2026”. “Oggi incassiamo questo risultato come una vittoria della coerenza sulla confusione amministrativa. Tuttavia – conclude il consigliere a nome di tutto il gruppo - , continueremo a vigilare affinché i lavori di ristrutturazione procedano con tempi certi e senza ulteriori sprechi di denaro pubblico. Il quartiere San Giuseppe merita attenzione costante, non solo soluzioni d'emergenza dettate dai propri fallimenti precedenti”.