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Domenica, 19 Aprile 2026 15:24

Di Marco (Pd) chiede di estendere a Pescara le coperture sanitarie per i senza fissa dimora

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Il consigliere regionale del Partito Democratico Antonio Di Marco interviene in merito alle misure presentate dal ministro Schillaci per sostenere i senzatetto
Le misure del governo presentate dal ministro Orazio Schilalci per il diritto alla salute dei senzatetto vanno estese anche a Pescara, riprendendo il cammino avviato dall'amministrazione del sindaco Marco Alessandrini già avviato nel 2015. A dirlo il consigliere regionale del Partito Democratico Antonio Di Marco, che ha formalizzato questa richiesta con una lettera indirizzata al ministero della salute, al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e all’assessore alla sanità Nicoletta Verì, chiedendo l’inserimento di Pescara nella sperimentazione prevista dal cosiddetto “Decreto Schillaci”, che introduce modelli innovativi di presa in carico sanitaria delle persone senza fissa dimora.Il nuovo piano presentato in Parlamento mira a creare una rete integrata tra servizi sanitari, medici di base, servizi sociali ed enti del terzo settore, con particolare attenzione ai senza dimora e ai minori vulnerabili. L’obiettivo principale è superare le barriere che ostacolano l’accesso ai servizi sanitari per chi non ha residenza anagrafica. Di Marco propone Pescara come città ideale per la sperimentazione grazie alla sua dimensione urbana e al ruolo di polo territoriale, sottolineando il forte afflusso quotidiano di non residenti rispetto ai circa 118.000 abitanti, con un impatto significativo sui servizi."Inoltre, si stima la presenza di circa 100–120 persone senza fissa dimora, un dato comparabile con quello di altre città già incluse nel programma. Nella lettera si evidenzia anche il lavoro già svolto sul territorio, grazie all’impegno dei servizi sociali, delle unità di strada e delle associazioni, oltre alle esperienze già avviate per favorire l’accesso alla copertura sanitaria attraverso il rilascio di documenti. Escludere Pescara – conclude Di Marco – significherebbe rinunciare a un’opportunità concreta per rafforzare una rete di assistenza che oggi, pur garantendo un primo livello di intervento grazie anche all’attività della Caritas, ha bisogno di essere resa più strutturata e continuativa. Il diritto alla salute deve essere garantito a tutti, senza eccezioni, a partire da chi vive le condizioni di maggiore fragilità”.
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