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Venerdì, 17 Aprile 2026 19:47

Sola (M5s) sull'emergenza idrica: "Un cortocircuito istituzionale e comunicativo senza precedenti"

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Secondo il capogruppo pentastellato si è creata “una situazione di totale incertezza e disorientamento”, che "mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”
“Siamo di fronte a un cortocircuito comunicativo gravissimo, che mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”. È la denuncia del capogruppo del M5s in Consiglio comunale, Paolo Sola, sulla gestione dell’emergenza idrica dopo il maxi intervento dell'Aca del 13 e 14 aprile sulla condotta 'Giardino'.Secondo Sola, quella che doveva essere una fase programmata di ripristino del servizio si è trasformata in “una situazione di totale incertezza e disorientamento”, aggravata da comunicazioni contraddittorie tra i diversi enti coinvolti.  Nel mirino del consigliere anche quanto accaduto sui social nel pomeriggio del 16 aprile, "quando la Asl di Pescara ha pubblicato un avviso di non potabilità dell’acqua, successivamente rimosso senza alcuna spiegazione. Un messaggio che, nel frattempo - dice - aveva già fatto il giro delle chat cittadine ed era stato persino rilanciato dal Comune, alimentando ulteriormente il caos".“A rendere il quadro ancora più preoccupante è anche il continuo scaricabarile a cui abbiamo assistito tra i soggetti chiamati a garantire trasparenza e certezze sulla qualità dell'acqua: Asl, Arpa e Aca si rimpallano responsabilità e comunicazioni, lasciando i cittadini senza punti di riferimento, con famiglie e attività economiche che restano ostaggio dell’incertezza su quando potranno tornare a utilizzare le risorse idriche in sicurezza”.Criticità, secondo il capogruppo M5s, anche nella gestione dei condomini e delle abitazioni popolari: “L’Ater ha disposto la riattivazione delle autoclavi, mentre per gli alloggi comunali non è arrivata alcuna indicazione - prosegue Sola - lasciando centinaia di famiglie senza risposte e senza servizi. È inaccettabile che, in una situazione del genere, si scarichi tutto sulle spalle dei singoli amministratori e dei cittadini. Servivano indicazioni chiare, univoche e tempestive, che invece non sono mai arrivate”.Sola punta il dito anche contro il Comune di Pescara: “Il Comune ha completamente abdicato al proprio ruolo. Di fronte a una situazione così impattante nella vita quotidiana delle persone e delle attività economiche, serviva una regia forte, non il silenzio. Se fosse stato detto chiaramente fin dall’inizio che sarebbero serviti cinque o sei giorni, famiglie e imprese avrebbero potuto organizzarsi. Ma dire due o tre giorni e arrivare alla fine a sei giorni senz'acqua significa alimentare rabbia e sfiducia. Anche la chiusura del Centro operativo comunale (Coc) è apparsa del tutto intempestiva, visto il prolungarsi dei disagi. Qui non è mancata solo l’organizzazione: è mancata l’onestà intellettuale".Accanto alle critiche, il consigliere riconosce il comportamento dei cittadini: “I pescaresi vanno ringraziati, perché ancora una volta hanno dimostrato maturità e spirito di adattamento. Ma questo non può diventare un alibi per giustificare inefficienze e ritardi - conclude Paolo Sola - chi ha la responsabilità delle scelte non può fare solo affidamento sul buon senso dei cittadini, ma aveva l'obbligo di accompagnarli garantendo meno disagi possibili”.
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