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Mercoledì, 15 Aprile 2026 16:01

Sola (M5s) sul Teatro d'Annunzio: "Altro che restituzione alla città, la riapertura sarà parziale. Qualcuno ora spieghi"

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"I 2 milioni serviranno solo per mille posti, vuol dire che i fondi per completare i lavori non ci sono", afferma commentando le dichiarazioni del sindaco sulla suddivisione del progetto e l'annuncio del possibile bando a maggio per il primo lotto. "Si rischia il ridimensionamento dell'offerta culturale", aggiunge chiedendo chiarimenti su come le ulteriori risorse saranno reperite
“Hanno raccontato per mesi che le risorse sarebbero state sufficienti a restituire il Teatro d’Annunzio alla piena fruizione, mentre ora scopriamo che quei fondi bastano appena a mettere in sicurezza una porzione limitata della struttura. Questo significa che o non avevano compreso la reale entità del problema, ed è gravissimo, oppure hanno consapevolmente alimentato una narrazione non veritiera per convenienza politica”. A dichiararlo è il consigliere comunale M5s Paolo Sola commentando la notizia data da IlPescara sul bando per affidare quei lavori che, come riferito dal sindaco, potrebbe arrivare a maggio e cioè dopo che arriverà il via libera della conferenza dei servizi sul progetto che lo sta ora vagliando e sarà quindi approvata la delibera di giunta per procedere con l’avviso e individuare la ditta che si occuperò dell’intervento da 2 milioni di euro che, ha spiegato il sindaco Masci, riguarderà l’eliminazione del rischio statico e sismico della parte “bassa” del teatro e la sostituzione della cabina elettrica portando alla riapertura parziale della struttura e cioè riconsegnando alla città mille posti. Proprio questo sarebbe il problema per Sola: la riapertura parziale e non totale del teatro che affaccia sulla riviera sud di Pescara. Cosa su cui ora chiede chiarimenti. Grave per il consigliere, in sostanza, che quei fondi disponibili, non serviranno a sistemare tutta la struttura, ma solo parte di essa dato che il progetto, ha spiegato il sindaco, è stato suddiviso in due lotti con il secondo intervento che riguarderà le gradinate in cemento che si trovano nella parte altra del teatro e lo spazio chiuso che si trova proprio sotto quelle gradinate. “Una notizia che impone una riflessione seria, e soprattutto una presa di responsabilità politica da parte dell’amministrazione comunale che per mesi ha sbandierato di avere le risorse disponibili a intervenire ) circa un milione di euro ricevuto dal ministero e un ulteriore milione stornato dal progetto Città della Musica) e che ora scopriamo serviranno esclusivamente al consolidamento della parte bassa della struttura, recuperando solo mille posti a sedere”, dichiara quindi il consigliere comunale. “Un dato che cambia radicalmente la narrazione portata avanti finora. Qualcuno dovrebbe semplicemente vergognarsi”, chiosa. Il punto s per Sola è tutto qui: “la distanza tra gli annunci e la realtà dei fatti. Perché se oggi si certifica che gli interventi riguarderanno soltanto una parte dell’edificio, è già chiaro che non esistono, allo stato attuale, le risorse necessarie per una riapertura completa del teatro”, ribadisce. “Altro che restituzione alla città: siamo davanti a una riapertura parziale, limitata, e senza alcuna certezza sui tempi e sulle risorse per il completamento. Il risultato è un progressivo impoverimento dell’offerta culturale cittadina, un vero e proprio ridimensionamento della capacità ricettiva dei nostri spazi culturali”. Una prospettiva per il pentastellato che rischia di incidere non solo sulla programmazione artistica, ma sull’intero sistema culturale pescarese. “Il Teatro D’Annunzio non è un contenitore qualsiasi – sottolinea - : è uno dei simboli della vita culturale cittadina. Ridurlo a una struttura parzialmente fruibile, senza un cronoprogramma chiaro né risorse disponibili per il completamento, significa accettare un arretramento strutturale dell’offerta culturale di Pescara”. “Si dica con onestà ai cittadini qual è lo stato reale delle risorse, quali interventi si intendono finanziare e, soprattutto, dove si troveranno i fondi per completare l’opera. Perché oggi emerge con evidenza – conclude il consigliere comunale - che il problema non è solo tecnico, ma profondamente politico”.
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