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Domenica, 12 Aprile 2026 12:47

Di Ciano (Avs-Radici in Comune) sulla movida: "Ora basta ordinanze spot, serve una politica della notte basata su dati certi e confronto"

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Il consigliere comunale di Pescara, Enrico Di Ciano, commenta lo stop del Tar all'ordinanza Cenerentola del Comune
«Serve una politica della notte, che coniughi i diritti al divertimento e al riposo. Serve una gestione dell’economia della notte, basata su dati certi e confronto, come diciamo da sempre».A parlare è Enrico Di Ciano, consigliere comunale di Alleanza Verdi Sinistra e Radici in Comune, alla luce dello stop del Tar all’ordinanza Cenerentola a Pescara. «La decisione del Tar di Pescara di sospendere l’ordinanza Cenerentola è un punto fermo: non si governa una città con provvedimenti emergenziali privi di basi solide», sottolinea Di Ciano, «il tribunale amministrativo ha evidenziato con chiarezza ciò che abbiamo sostenuto fin dall’inizio: non si possono comprimere diritti, lavoro e socialità, senza dati aggiornati e un’istruttoria adeguata. È una bocciatura netta del metodo adottato dall’amministrazione Masci».Nei mesi scorsi, il circolo di Pescara di Sinistra Italiana, aveva condotto una videoinchiesta a Pescara Vecchia, raccogliendo voci e proposte, che approderanno in consiglio comunale con un ordine del giorno che sarà presentato da Enrico di Ciano: «La tutela del riposo dei residenti è importante, così come lo è il diritto al lavoro e alla vivibilità economica e culturale della città. Ma proprio per questo serve equilibrio vero, non decisioni calate dall’alto e prive di una visione complessiva». La sospensione dell’ordinanza impone ora al Comune di rifare da capo il percorso, con nuovi rilievi fonometrici e una valutazione più seria. Ma per Di Ciano il punto è più profondo: «Non siamo di fronte a un semplice errore tecnico, ma a un’impostazione sbagliata. Ridurre la vita notturna a un problema di ordine pubblico è un limite politico prima ancora che amministrativo». Già nel discorso di insediamento in consiglio comunale, l’8 aprile Enrico Di Ciano aveva sottolineato la questione: «Noi, a Pescara Vecchia, abbiamo ascoltato i giovani, gli operatori economici e i residenti attraverso la nostra inchiesta e continueremo a farlo. Stiamo studiando ed elaborando proposte concrete che cercano di comporre due diritti che finora sono stati messi in contrapposizione. Pensiamo, invece, che il diritto al riposo e il diritto alla socialità e al divertimento possano convivere, guardando alle migliori esperienze europee, ad esempio attraverso l’istituzione del sindaco della notte. Perché la vita notturna va gestita, non spenta: altrimenti proliferano insicurezza — come emerge sempre più spesso dalla cronaca locale —, desertificazione economica e perdita di quella vivacità culturale che da sempre ha contraddistinto Pescara». Nell’ordine del giorno che Enrico Di Ciano depositerà in Comune, c’è dunque la proposta di un cambio di paradigma: «Serve passare da una logica emergenziale a vere politiche pubbliche sulla notte», dice ancora Di Ciano. Tra le proposte che saranno avanzate: l’istituzione di un tavolo permanente che coinvolga residenti, esercenti, lavoratori e realtà sociali; l’introduzione di strumenti innovativi di governance, come la figura del sindaco della notte, che funga da mediazione tra le parti coinvolte; politiche integrate su trasporti, cultura, sicurezza e servizi; il sostegno a iniziative culturali diffuse come presidio urbano e fattore di sicurezza; una discussione pubblica cittadina per costruire un modello condiviso di città notturna. Questa la conclusione del consigliere comunale di Avs-Radici in Comune: «Altre città italiane ed europee, nella rete Cities After Dark, hanno già intrapreso questa strada, dimostrando che più servizi, più cultura e più presenza urbana significano anche più sicurezza e conciliando il diritto al riposo dei residenti con il diritto alla socialità, al lavoro e alla fruizione culturale. Continuare con ordinanze improvvisate significa invece alimentare conflitti senza risolvere i problemi».
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