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Venerdì, 10 Aprile 2026 12:41

Cantiere Aca e scuole dell’infanzia, il gruppo Pettinari: "Ordinanze da rivedere, troppe responsabilità sul personale"

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Gli esponenti di minoranza lanciano un appello al sindaco e al prefetto non per prolungare le chiusure, ma per garantire il supporto necessario alle scuole. In assenza di acqua potabile sarebbe vietato lavare utensili e materiali che i bambini portano alla bocca, ma controllarne l’uso in classi da 20 alunni risulterebbe estremamente difficile: "Vanno fornite misure concrete e strumenti adeguati"
Il gruppo consiliare guidato da Domenico Pettinari lancia un appello al sindaco Carlo Masci e al prefetto Luigi Carnevale chiedendo di rivedere le ordinanze in particolare per quanto riguarda le scuole dell'infanzia in vista del maxi-cantiere Aca. “Secondo quanto riportato, in base a indicazioni Asl - spiegano Pettinari, Massimiliano Di Pillo e Giovanni D'Andrea -, non sarebbe possibile lavare utensili e materiale che può andare a contatto con la bocca. Parliamo di bambini dai 3 ai 5 anni, bambini che, com’è naturale, mettono in bocca mani, giochi, oggetti, che giocano a terra e necessitano di igiene costante”.La misura che sarebbe dunque difficilmente applicabile e visto che si dovrà attendere il via libera della Asl sulla potabilità per utilizzarla l'acqua, i primi a essere preoccupati sarebbero proprio insegnanti e collaboratori scolastici che, riferiscono, ai tre consiglieri avrebbero inviato molti messaggi per denunciarli i loro timori. Le scuole dell'infanzia, infatti, riapriranno il 15 aprile a differenza di nidi e micronidi che resteranno chiusi fino a venerdì 17.La richiesta, precisano, non è quella di prolungare la chiusura delle scuole dell’infanzia come previsto già per nidi e micronidi che tali rimarranno fino al 17 aprile come da ordinanza sindacale, ma di garantire un supporto concreto alle scuole dell'infanzia. “Allo stato attuale – sottolineano – la responsabilità viene di fatto scaricata su docenti e collaboratori scolastici, chiamati a vigilare su classi di circa 20 bambini senza strumenti adeguati e senza sufficienti garanzie igienico-sanitarie”. “È davvero pensabile che una maestra possa controllare ogni gesto di 20 bambini? È accettabile trasformare un rischio sanitario in una responsabilità personale del personale scolastico? Questa impostazione è sbagliata e pericolosa”, dichiarano. “Non si tratta di voler chiudere le scuole o cercare ferie. Il personale scolastico lavora spesso ben oltre l’orario previsto. Qui si parla di sicurezza, salute e dignità del lavoro”, specificano al fine di evitare fraintendimenti“Per questo chiediamo ufficialmente al sindaco e al prefetto di intervenire con urgenza affinché: le ordinanze vengano rimodulate in modo più realistico e praticabile; siano fornite alle scuole misure concrete e strumenti adeguati; non venga scaricata sui lavoratori della scuola una responsabilità che deve essere gestita dalle istituzioni; si tutelino davvero i bambini e le famiglie, evitando soluzioni improvvisate”, precisano i consiglieri comunali. “La crisi idrica è un problema serio – concludono –, ma non può essere affrontata trasferendo rischi e responsabilità su chi lavora ogni giorno in prima linea. Servono legalità, buon senso e un immediato confronto istituzionale”.
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