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Venerdì, 10 Aprile 2026 12:50

Smascherata truffa in Abruzzo ai danni del Gestore Servizi Energetici Spa con con lavori di efficientamento mai eseguiti [VIDEO]

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Indagine svolta dalla guardia di finanza di Giulianova a contrasto delle frodi in danno del bilancio nazionale: a ideare la truffa un perito industriale con la coniuge
La Compagnia della guardia di finanza di Giulianova avrebbe scoperto un disegno fraudolento finalizzato all’indebito conseguimento di incentivi pubblici, nel settore delle fonti rinnovabili, erogati dal Gestore dei Servizi Energetici Spa relativi al cosiddetto “Conto Termico”, ideato e messo in atto da un perito industriale della provincia teramana – già condannato per i medesimi reati nell’ambito di una precedente indagine eseguita anch’essa dalle Fiamme Gialle di Giulianova – e dalla propria coniuge. La scrupolosa attività investigativa avrebbe consentito di acclarare come la coppia, mediante la produzione di falsa documentazione, avrebbe richiesto incentivi a nome di decine di soggetti inconsapevoli in relazione a lavori di efficientamento energetico mai eseguiti o comunque non ammissibili agli incentivi, ottenendo in tal modo somme non dovute per un importo complessivo di circa 90mila euro che il Gse ha erogato a favore degli indagati sulla base di falsi mandati all’incasso riportanti gli Iban ai medesimi riconducibili. Le complessive indagini hanno consentito di bloccare ulteriori incentivi non spettanti e ancora non erogati per circa 22mila euro. Le indagini si sono concluse con il deferimento dei coniugi alla Procura della Repubblica del tribunale di Teramo per ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (articolo 640bis codice penale). Concordando con le risultanze investigative, il procuratore della Repubblica di Teramo ha formulato richiesta di misure cautelari personali nei riguardi dei coniugi più afflittive rispetto a quelle poi concesse dal tribunale del riesame di L’Aquila a cui lo stesso procuratore della Repubblica si era rivolto in conseguenza del diniego espresso dal locale ufficio Gip che pure aveva proceduto all’interrogatorio dei due indagati. Gli stessi risultano quindi destinatari di ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Atteso che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, resta fermo il principio di presunzione di innocenza per i soggetti coinvolti, la cui eventuale responsabilità potrà accertarsi solo con sentenza definitiva.
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