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Giovedì, 09 Aprile 2026 12:50

Il Pd pronto a protestare a Roma per l'emergenza porto mentre il sindaco "Pensa ancora a 'letterine' e 'dragaggetto"

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"Sconcertante" per il vicepresidente del consiglio regionale Blasioli e i consiglieri comunali che il sindaco abbia scritto una lettera su cose che il Partito democratico denuncia da anni, affermano. "Senza prevenzione a rischio operatori e città", aggiungono annunciando l'intenzione di manifestare direttamente nella Capitale
Il vicepresidente del consiglio regionale Antonio Blasioli e i consiglieri comunale Pd annunciano proteste a Roma per la situazione del porto di Pescara e si dicono “sconcertati” dalla lettera, anzi la “letterina” che il sindaco ha inviato ai ministeri per chiedere interventi urgenti per dare risposte agli armatori ora letteralmente bloccati in banchina per il tappo creatosi all’altezza della diga foranea a causa dei materiali portati a valle dal fiume nei giorni di maltempo, che ha reso ancor più rischioso uscire con le imbarcazioni. A mancare, da sempre, per gli esponenti dem e dunque oltre che per Blasioli anche per Piero Giampietro, Marco Presutti, Francesco Pagnanelli e Michela Di Stefano, è la prevenzione e il mancato dragaggio avrebbe dimostrato come a correre rischi siano non solo gli operatori, ma tutta la città. Il sindaco “oggi chiede quello che ormai da anni sta rivendicando la marineria, e che noi denunciamo da tempo. Il Partito democratico in questi anni ha sempre offerto ogni aiuto istituzionale per aiutare il settore, prevenire i danni a lavoratori e armatori e tutelare la filiera turistica, del commercio e della ristorazione. Dal governo presieduto da Giorgia Meloni, tra l’altro eletta in Abruzzo, Pescara avrebbe dovuto poter contare su fondi pronti per operazioni di somma urgenza, tese a liberare il porto commerciale, e fondi a sufficienza per eseguire un dragaggio corposo e duraturo. Ma così non è stato”, chiosano. “Sentire, oggi, che il sindaco di Pescara sia ancora alla fase delle ‘letterineì, lascia sconcertati – ribadiscono -. Se Pescara non è adeguatamente considerata e se il Sindaco ha ancora intenzione di limitarsi a governare per via epistolare, siamo pronti noi a una manifestazione a Roma con tutte le forze politiche, gli operatori del settore e con tutti coloro che hanno a cuore la nostra città”. “Altro che ‘letterine’ per attestare la sua presenza, finora evanescente su questo tema – ribadiscano -. Un buon Sindaco sarebbe già andato a Roma a sbattere i pugni sui tavoli ministeriali per far valere i diritti della sua città. Ma questo atteggiamento, che gentilmente vogliamo definire ‘morbido’ è coerente con il disinteresse e la miopia amministrativa dimostrata fino a ora su questo tema. Un atteggiamento che fa il paio con la disattenzione che c’è stata da parte del governo verso l’Abruzzo e, nello specifico – incalzano i consiglieri dem - per la questione emergenziale e non più rinviabile di Pescara”. “Tra forze politiche dello stesso colore, che partecipano con le più alte cariche del governo a diverse manifestazioni che si tengono in città, comprese le campagne elettorali, non dovrebbero servire lettere. Ma bisognerebbe poter alzare il telefono e farsi ascoltare. Altrimenti la propaganda sulla cosiddetta filiera istituzionale, sbandierata in ogni dove, si palesa come l’ennesima operazione di marketing elettorale”. “La verità è che il sindaco di Pescara non avrebbe neanche dovuto arrivarci a scrivere, perché le cose richieste oggi avrebbero dovuto già essere risolte, dopo oltre 7 anni di amministrazione – denunciano -: non sono ammissibili i pochi fondi stanziati quest’estate, per un dragaggio ridicolo, che sta andando così a rilento rimuovendo talmente poco materiale, da essere stato già vanificato da quanto successo nei giorni scorsi”. “Le poche risorse investite, rispetto a quelle che sarebbero servite, hanno garantito a malapena le condizioni minime di sicurezza alla flotta pescarese per uscire e rientrare dal porto”, incalzano i consiglieri Pd. “Davanti alla cifra ridicola di questa estate e di fronte a un’emergenza non più rinviabile, il sindaco avrebbe dovuto protestare e alzare la voce, chiedendo il rispetto della città e dei lavoratori, ma non l’ha fatto. Anche in quel frangente arrivò in ritardo con interventi minimi e avviati solo dopo le clamorose proteste della marineria, una parte della quale, ricordiamo, scelse di disertare la processione a mare in occasione della festa di Sant’Andrea”, ricordano. “E davanti alla vasca di colmata ancora strapiena, nonostante i fondi e le gare d’appalto aggiudicate dal Provveditorato alle opere pubbliche, il sindaco cosa fa? Oltre ad annunciare la ‘piazza sul mare’, che è ancora solo un cumulo di rifiuti, dov’è il suo impegno nei confronti del Provveditorato? È la stessa persona che quando era in opposizione tuonava contro la presunta inerzia della giunta Alessandrini, organizzando una “gita”, in compagnia di altri consiglieri di opposizione, per protestare all’Aquila davanti alla sede del Provveditorato opere pubbliche, chiaramente senza sortire nessun effetto? O ha cambiato idea?”, si chiedono.“Davanti ai ritardi di Arap e della commissione Via sugli interventi di completamento del Piano regolatore portuale, sarebbe forse servito un supporto maggiore da parte del Comune, che ci è parso invece completamente inerte e in attesa degli eventi. Anche su questo, dov’è l’impegno del sindaco che governa la Città da ormai 7 anni?”, ribadiscono ancora gli esponenti dem. “Parliamo di questioni che come opposizione abbiamo sollevato sin da subito al livello nazionale, regionale e comunale, e sulle quali non ci siamo mai sottratti, mettendo sempre a disposizione la più ampia collaborazione istituzionale. La famosa ‘filiera’ della destra di governo ha prodotto ad oggi un ‘dragaggetto’ ridicolo e i cui effetti ormai si sono già perduti”. “Insomma, ancora una volta, se da un lato auspichiamo interventi celeri e risolutivi, dall’altro non possiamo dimenticare l’inerzia di questi anni e soprattutto il silenzio del primo cittadino davanti all’evidente abbandono del porto canale da parte delle autorità istituzionalmente preposte. Siamo disponibili a fare sentire la voce di Pescara e degli abruzzesi. Se il governo non la percepisce, e se il sindaco ha intenzione di governare a suon di letterine, andremo noi a Roma – annunciano -, insieme a tutte e tutti coloro i quali hanno a cuore il futuro della marineria di Pescara”.
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