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Martedì, 07 Aprile 2026 19:22

Troppi detriti all'imbocco del porto, la marineria non molla gli ormeggi e il sindaco chiede il tavolo di crisi

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Il maltempo ha inferto un altro duro colpo al settore della pesca, denuncia Doriano Camplone, presidente dell’associazione armatori Mimmo Grosso. "Siamo bloccati". Il sindaco, nel frattempo, scrive a ministeri, Regione, direzione marittima e autorità portuale: "Conseguenze nefaste, subito lo stato di calamità e interventi immediati"
Con i detriti che si sono accumulati all’imbocco del porto e cioè proprio davanti a quella diga foranea mai ultimata che da anni mette in ginocchio la marineria pescarese in attesa dei lavori strutturali che ridaranno un vero respiro al settore, “i motopescherecci sono rimasti agli ormeggi. La filiera ittica locale è bloccata”. A denunciarlo, ancora una volta, Doriano Camplone, presidente dell’associazione armatori “Mimmo Grosso” che ribadisce l’urgenza di ottenere il riconoscimento dello stato di emergenza che aveva già chiesto nei giorni di piena del fiume. Un problema, quello causato dal maltempo e dall’esondazione del Pescara, che ha portato a valle una grande quantità di materiali che ora sono andati a tappare un tratto del porto canale che fino ad ora, sottolinea, era “salvo” dagli ormai ben noti problemi di insabbiamento. Una misura precauzionale quella di restare ormeggiati visto che, nelle condizioni attuali, spiega Camplone, uscire in sicurezza non è garantito perché vanno prima fatte le verifiche così che si possa capire qual è il percorso che i mezzi possono compiere per evitare di incagliarsi e riportare gravi danni. A uscire, spiega, sono state solo le vongolare perché hanno una diversa profondità e possono quindi muoversi più agevolmente rispetto ai normali motopescherecci. “Lo stato di emergenza va attivato” dichiara raggiunto da IlPescara, perché così “si può sperare che venga riconosciuto l’indennizzo agli armatori per le giornate di fermo forzato. Al momento siamo chiusi dentro il porto”. Il sindaco scrive ai ministeri e chiede interventi immediatiE di possibili “conseguenze nefaste” in una situazione già complessa, parla anche il sindaco Carlo Masci che ha chiesto ai ministeri di competenza e non solo, per chiedere quel riconoscimento di stato di calamità che può garantire anche gli indennizzi, ma anche interventi di somma urgenza e un tavolo di crisi che si ponga come obiettivo anche quello sbloccare definitivamente i lavori per avere quel nuovo porto che si attende da tanto e che va ora realizzato. Una lettera che il sindaco ha inviato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e al ministero dell’Interno, oltre che al presidente della Regione, il presidente del consiglio regionale, la direzione marittima di Pescara e l’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico, oltre che al prefetto e alle due associazioni Mimmo Grosso e Il Maestrale.“L’ondata di eccezionale maltempo dei giorni scorsi, che ha colpito duramente l’intero territorio cittadino, ha determinato una situazione di estrema criticità per il porto di Pescara e per l’intero comparto marittimo – scrive il sindaco nella lettera -. A subire le conseguenze di questa paralisi è il cuore pulsante dell’economia del capoluogo adriatico: marittimi, armatori, commercianti, ristoratori e operatori balneari, le cui attività risultano oggi gravemente compromesse”. “I fondali portuali, nonostante il recente intervento di dragaggio, tuttora in fase di ultimazione – precisa -, risultano oggi completamente impraticabili a causa dell'imponente accumulo di detriti e materiali depositati alla foce”. “È prioritario evidenziare come tale fenomeno rappresenti la conseguenza diretta di una dinamica territoriale di area vasta: il fiume Pescara funge infatti da collettore di un bacino idrografico che attraversa oltre venti Comuni e tre diverse province. Nel suo scorrere verso il mare, l’asta fluviale raccoglie quotidianamente ingenti quantità di materiali che si riversano inevitabilmente nell'area portuale e anche all’esterno. In occasione degli ultimi eventi meteorologici, questo fenomeno – sottolinea Masci - ha raggiunto livelli di criticità assoluta, determinando il blocco totale dello scalo e invadendo le spiagge con detriti di ogni natura”. “Le conseguenze sono gravissime: l'impossibilità per le imbarcazioni, che rappresentano la più grande flotta d’Abruzzo e una delle più importanti d’Italia, di uscire o rientrare in sicurezza sta portando l'intero comparto verso un punto di non ritorno, una stasi totale, una paralisi dalle conseguenze nefaste”, rimarca. “In qualità di sindaco, pur nel pieno rispetto delle competenze statali sulla gestione dell'infrastruttura portuale e fluviale, ho il dovere istituzionale di non rimanere inerte. È necessaria una risposta corale e immediata da parte di tutta la filiera istituzionale e proprio per questa ragione, ritengo doveroso informare Sua eccellenza il prefetto, affinché monitori con la massima attenzione l'evolversi di una situazione che investe direttamente la nostra comunità, dal punto di vista economico e sociale”. “Nulla può essere ulteriormente rinviato, visto che la questione dell’insabbiamento del porto si protrae da oltre quindici anni e anche alla luce dei pareri favorevoli espressi dai ministeri Mic, Mit e Mase per la procedura di Via del progetto di deviazione del porto, opera strategica per il futuro, è indispensabile gestire l’emergenza odierna con strumenti straordinari”. Quindi le richieste che vanno da un intervento di somma urgenza “per il ripristino immediato della navigabilità e della piena fruibilità dei fondali”, alla richiesta di misure di sostegno economico con “l’attivazione tempestiva di ristori per gli armatori e della Cassa Integrazione per i marittimi o anticipo temporale del fermo biologico per garantire la tenuta sociale delle famiglie coinvolte in questa stasi forzata” e fino alla dichiarazione dello stato di calamità “al fine di attivare i canali di finanziamento e le deroghe necessarie” e la convocazione di un tavolo permanente “da istituire presso la Direzione marittima con il coinvolgimento di ministeri competenti, Regione Abruzzo, Autorità di sistema portuale e rappresentanze locali”, scrive ancora il sindaco. “Il porto di Pescara – conclude - rappresenta una priorità assoluta non solo per la nostra città, ma per l'intero sistema logistico regionale. Gli operatori del settore e la cittadinanza attendono risposte concrete e immediate”.
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