Luciano D'Alfonso, parlamentare abruzzese del Pd, interviene in merito all'utilizzo delle vasche di espansione durante l'esondazione del fiume Pescara nei giorni scorsi
La città di Pescara si è salvata da una nuova alluvione, pochi giorni fa, grazie alle vasche di laminazione installate dalla giunta regionale D'Alfonso nel 2015 a ridosso del fiume. A dirlo lo stesso parlamentare Luciano D'Alfonso, del Partito Democratico, che commenta l'esondazione del fiume Pescara durante l'ondata di maltempo dei giorni scorsi:"Bene ha fatto il Governatore romano d’Abruzzo a sottolineare la correttezza e adeguatezza di quell’intervento ambizioso, male ha fatto a non riconoscere la lungimiranza di quell’opera ideata e voluta da chi lo ha preceduto e che ha avuto la cura del suolo e del sottosuolo dell’Abruzzo, ovvero di quelle parti di territorio che non si vedono, ma che possono far avvertire con una forza devastante tutta la propria prepotenza nella vita di una comunitàRingrazio il capo della protezione civile nazionale Ciciliano che nel proprio sopralluogo istituzionale nei luoghi vittime dell’ultima ondata di maltempo ha ricordato allo smemorato Governatore romano d’Abruzzo che “le vasche di espansione sono l’esempio lampante di un’attività programmatoria, non di emergenza, che è servita a prevenire l’impatto sui territori, ma si tratta evidentemente di opere che vengono realizzate nel corso degli anni”, opere che nel 2015 hanno richiesto volontà, capacità, studio e passione per il territorio. È facile spendere 57 milioni di euro per ospitare il ritiro di una blasonata squadra di calcio italiano; più difficile e meno popolarmente ed elettoralmente visibile decidere di utilizzare quella somma per progettare 5 vasche capaci di contenere la potenza di un fiume e salvare vite umane"D'Alfonso parla di un intervento infrastrutturale strategico, promosso dalla Regione 11 anni fa per la mitigazione del rischio idrogeologico, che ha portato a una significativa riduzione delle aree esondabili ad Abruzzo, in particolare a valle e presso la foce, dove le vasche di laminazione hanno diminuito del 40% le zone soggette ad allagamento.A Pescara, le aree ad elevata e molto elevata pericolosità idraulica (classificate P3 e P4 dal Psda) sono state ridotte del 25%. Il fiume Pescara, il più lungo dell’Abruzzo e soggetto a forte pressione antropica, evidenzia criticità legate agli allagamenti, come quello del dicembre 2013, con forti impatti sulla comunità locale."Ha dunque ragione il Governatore romano a sottolineare che ‘qualcuno ha speso qualche milione per fare le opere quando sono servite’: quel ‘qualcuno’ ha un nome e un cognome, Luciano D’Alfonso, lo stesso che, oltre ai 57milioni per le vasche di laminazione su Pescara, ha investito per realizzare il Piano dighe, sempre citato durante il colloquio con Ciciliano, un Piano fatto durante il mio mandato da Governatore d’Abruzzo, iniziando dalle 3 dighe sul lago di Campotosto.Spiace che quell’impegno non sia stato ereditato dall’attuale governo regionale, che ha scaricato sugli uffici tecnici l’onere di reperire gli ultimi 2milioni di euro che servivano per completare le citate vasche di laminazione, rifiutando di occuparsene in prima persona in quanto ‘opere programmate dal suo predecessore"Il parlamentare conclude che l'emergenza in Abruzzo sarà esaminata dal Governo su due fronti: si valuterà sia l'efficacia delle azioni del presidente e commissario straordinario per Chieti, sia l'attuazione di un provvedimento normativo primario per assicurare risorse e nuovi progetti alla regione.