Il parlamentare Luciano D'Alfonso interviene in merito alla situazione per la frana in corso a Silvi paese, portando la questione in parlamento
Il parlamentare abruzzese Luciano D'Alfonso del Partito Democratico, è intervenuto con una specifica richiesta di informativa in aula in merito alla questione della frana in corso a Silvi paese per individuare il ministero di competenza per la gestione dell'emergenza."La vicenda accaduta a Silvi non è solo la questione della fragilità di un singolo territorio che, nel caso specifico, appartiene a una comunità a prevalenza adriatica, marinara, con questa parte alta che è stata colpita da un movimento franoso che allo stato attuale ha demolito una realtà abitativa, messo fuori uso altre realtà abitative, e ha minacciato anche una realtà scolastica, una palestra e impedito un significativo tratto di sedime stradale per il trasporto pubblico locale.Qual è la questione che ci viene come richiamo forte, sia al nostro essere ordinamento, sia alla consapevolezza scientifica, culturale, politica? I cambiamenti climatici sono usciti dalle conferenze, dai convegni e ci stanno prendendo in braccio quasi rieducativamente dicendoci una questione rilevante che non aspetta, non ci dà più tempo. La questione di Silvi era già segnalata nella Carta del rischio idraulico, nel Pai, c’è però bisogno, c’è la necessità di attenzionare quella porzione di sindaci che rispetto al Pai ha ritenuto di fare ricorso al Tar, alla giustizia amministrativa, ecco quella è una condotta che non è più sostenibile, perché non si tratta di organizzare un tiro alla fune sul piano della giurisdizione del diritto amministrativo, ma di prendere atto dei disastri che ci sono stati in questi decenni costruendo ovunque, infragilendo ovunque, quasi dichiarando guerra e dispettosità nei confronti della natura."D'Alfonso aggiunge che è fondamentale ricostruire le cause della perdita d'acqua e il rapporto tra le costruzioni e la tollerabilità delle aree collinari circostanti la città. È necessario potenziare la piattaforma digitale Rendis per migliorare la conoscenza sulla fragilità del suolo e del sottosuolo. Di fronte alla crisi di Silvi, il Governo deve intervenire rapidamente, riconoscendo lo stato di emergenza e stanziando fondi adeguati per mettere in sicurezza il territorio e pianificare gli investimenti, al fine di prevenire situazioni critiche come quelle già riscontrate a Chieti e Niscemi.È sottolinea che troppi ministeri stanno intervenendo su suolo e sottosuolo, creando sovrapposizioni di competenze e riducendo l’efficacia degli interventi. L’univocità delle competenze sarebbe fondamentale per garantire linearità e prevenzione, seguita dalla gestione dell’emergenza e dalle attività ordinarie.“Il sopralluogo a Silvi alta ha evidenziato la gravità della situazione: la frana di Silvi Paese è un dissesto idrogeologico di rilevanza significativa, riconducibile a una vulnerabilità strutturale nota e mai efficacemente affrontata. Era noto il rischio e non si sarebbe dovuto costruire sulla frana; il fenomeno franoso non è ancora concluso.” Quattro le priorità individuate che devono vedere in campo risorse, strumenti e professionalità adeguati: nell’immediato completare il monitoraggio strumentale per tracciare la morfologia della frana; eliminare entro 6 mesi l’alimentazione idrica della collina, ovvero le perdite che con ogni probabilità hanno minato dall’interno la stabilità del terreno; garantire entro 36 mesi massimo il consolidamento strutturale del versante franoso attraverso paratie di pali in calcestruzzo armato, tiranti e la riorganizzazione della regimazione delle acque; infine il processo strutturato di delocalizzazione degli edifici e dei nuclei abitativi insistenti nelle aree in frana attiva