Stampa questa pagina
Lunedì, 30 Marzo 2026 17:52

Matricciani sui costi del referendum a Spoltore per la fusione: "Nessuno spreco di denaro, chi critica neanche voterà"

Vota questo articolo
(0 Voti)
Il presidente del consiglio comunale replica a Di Marzio (Comitato del Sì): “Parla sui social di 500mila euro, ma costerà 50 volte meno e, se vincerà di nuovo il Sì alla Nuova Pescara, lo accetteremo”. La certezza è che si farà anche a costo "di pagarlo di tasca nostra". "A Marco, che ora risiede nel Teramano – aggiunge – chiedo: non c’è nessuno che possa sostituirlo alla guida del comitato?"
Nessun “ingente spreco di denaro pubblico”, se si confermasse il “Sì” se ne prenderà atto, ma visto che chi solleva la critica non potrà votare il suggerimento è quello di capire se, nel comitato del “Sì” che guida, non vi sia qualcuno che possa prendere il suo posto. Un referendum che comunque si intende promuovere anche se fosse necessario pagarlo di tasca propria. Questi, in sintesi, i punti su cui verte la replica del presidente del consiglio comunale Lucio Matricciani a Marco Di Marzio, presidente del comitato che sostiene la nascita della Nuova Pescara e che è tornato a sollevare critiche sul nuovo referendum che si intende promuovere nel comune a giugno, perché siano ancora una volta i cittadini, a 12 anni dal voto che ha portato all’avvio dell’iter della fusione, a dire se la vogliono ancora o, come immaginano Matricciani, il sindaco e i consiglieri comunali  che hanno votato la delibera per chiederne lo stop, hanno cambiato idea visto il tempo passato e le trasformazioni avvenute. “Ho letto con grande attenzione, come sempre faccio, le critiche dell’amico Marco Di Marzio sul referendum locale che il consiglio comunale di Spoltore chiede di convocare il prossimo giugno. Parla di un ‘ingente spreco di denaro pubblico’, perché è convinto si spenderanno, l’ha scritto più volte sui social network, 500 mila euro – risponde Matricciani -. Voglio rassicurare lui e altri che in queste settimane hanno fatto circolare simili informazioni: ci vorrà una cifra 50 volte inferiore. Si tratta di meno dello 0,1% del nostro bilancio: e se la corte dei conti la riterrà una spesa illegittima siamo pronti a pagarla di tasca nostra, perché nessuno di noi è in politica per guadagnare”. “Voglio sottolineare che questo referendum locale non è un mezzuccio per dire di ‘No’ alla fusione. È uno strumento, che consideriamo utile, per avere una volontà aggiornata rispetto a dodici anni fa – precisa Matricciani -: basti pensare che la metà del corpo elettorale, nel frattempo, è cambiata. Se i cittadini diranno ancora ‘Sì’ ne prenderemo atto, senza nessun problema. Invito pertanto, fin da ora, tutti i cittadini ad andare alle urne, qualunque sia la loro posizione”. Tra le persone che non voteranno nel prossimo referendum sulla fusione c’è lo stesso Di Marzio, fa quindi notare il presidente del consiglio comunale. “A Marco, un ragazzo che ho visto nascere, voglio chiedere se davvero nel suo comitato non c’è nessuno che possa sostituirlo, considerato che ormai – conclude - da alcuni anni non risiede più a Spoltore ed è diventato cittadino teramano”.
Letto 6 volte