È alla sua prima esperienza politica, ma la vita spesa accanto a chi è in difficoltà sarà il punto di partenza del suo operato, assicura il nuovo vicesindaco (per ora senza deleghe). Il sindaco: "È il simbolo di una città che non lascia indietro nessuno". Sul fronte nomine: "Il dialogo nel centrodestra va benissimo", ma la giunta arriverà solo dopo il primo consiglio dell’8 aprile
Una vita spesa per gli altri, quella di Gianna Camplone, presidente dell’associazione Diversuguali, che il sindaco Carlo Masci, al suo terzo mandato, ha scelto come vicesindaco e assessore della sua nuova giunta, seppur per ora senza deleghe assegnate. Se sia o meno una scelta temporanea non lo specifica, ma risponde Masci, a domanda specifica, che a Gianna “ho chiesto: ‘Accompagnami per il tempo che potrai e come potrai, perché so che la tua presenza, in questo momento storico, dà un segnale forte a tutti quanti: alla politica, alla città, alle persone che soffrono, a quelle che vogliono avere una speranza di vita diversa, un'opportunità. Abbiamo sempre detto che Pescara è la città delle opportunità, la città che non lascia indietro nessuno e credo che questo sia il vero segnale che dimostra che quelle parole non sono solo parole belle da usare in qualche convegno o conferenza stampa, ma possono trovare attuazione con le persone giuste’”. Camplone dunque prende il posto che, nella scorsa legislatura, era di Maria Rita Carota e, seppur si dica lusingata per l’incarico — e non nasconda l’affetto e l’ammirazione verso il sindaco — una scaletta di priorità, ad oggi, non ce l’ha, ma è pronta a mettersi al servizio di tutti, come ha sempre fatto. “Lo ero anche prima – spiega – perché il rapporto con gli altri mi gratifica e, se posso fare qualcosa, vuol dire che nonostante la carrozzella sono utile. Mi fa bene dare e anche ricevere”. Parla della sua associazione il nuovo vicesindaco, che dai pochi ragazzi con cui ha iniziato è arrivata oggi a seguirne 120 ogni giorno. Racconta anche di sé e di quella artrite reumatoide che, a 10 anni, l’ha costretta in carrozzina. Ma questo, sottolinea, “non mi ha toccato più di tanto, perché l'importante per me era esserci in questo mondo, partecipare come potevo per aiutare gli altri. Quando posso aiutare sono la più felice del mondo, perché fa bene: fa bene al cuore, all’esistenza, a tutto”, aggiunge. “Gianna è una persona che ha dato tantissimo a questa città con la sua associazione, ha aiutato tantissime persone in condizioni di difficoltà ed è stata davvero un simbolo per Pescara – dice il sindaco –. È una persona in gambissima, che ha dimostrato di saper fare tanto nel rapporto con le istituzioni e con gli enti pubblici, con la sua associazione sempre in prima linea nelle battaglie a favore della disabilità. Penso che sia un bel segnale per Pescara, che meritava in questo momento una scelta autonoma, basata sul merito e su un simbolo di grande presenza nella nostra città”, aggiunge. Al sindaco chiediamo quindi se la nomina sia temporanea e se la scelta di un assessore esterno possa far pensare a discussioni nel centrodestra, visto lo spostamento di equilibri dopo le ultime amministrative parziali, che hanno visto Forza Italia diventare primo partito e conquistare otto seggi a Palazzo di Città, con Fratelli d'Italia che ne ha quindi perso uno ottenendone sette. “Io ho ragionato con Gianna perché è chiaro che la sua condizione deve essere sempre tenuta sotto controllo e lei ha accolto di buon grado questa mia richiesta”, spiega, ribadendo l’invito a restare nel ruolo finché se la sentirà, anche perché Camplone non ha intenzione di lasciare i suoi ragazzi. Sul fronte del dialogo nel centrodestra per la futura formazione della giunta, Masci dice che “va benissimo. Siamo tutti compatti e coesi. Abbiamo tante persone in grado di fare gli assessori, anche tra i consiglieri comunali. D’altra parte – sottolinea – la giunta era formata da consiglieri comunali che sono stati tutti rieletti, quindi vuol dire che hanno fatto benissimo e possono essere ancora a disposizione del sindaco. Poi ci sono altri consiglieri molto presenti in città. Abbiamo abbondanza di scelte e questo è positivo perché, quando hai tante persone valide, devi solo scegliere quelle che, in quel momento, hanno più possibilità di svolgere il ruolo nel modo migliore per la città. Voglio che il primo consiglio elegga il presidente tra i consiglieri eletti, scelti dalla città. Poi il discorso degli assessori riguarda il sindaco, che ha bisogno di persone che collaborino con lui”, ribadisce. Parlando ancora della scelta di Camplone, il sindaco sottolinea come la sua nomina “serva anche ad attenuare i toni e a far capire che la vita non è soltanto il consiglio comunale di Pescara, ma anche altro, e che ci sono persone che si mettono a disposizione senza chiedere niente, solo per migliorare la condizione degli altri”. Un messaggio che sembra rivolto ai toni aspri che hanno caratterizzato l’ultimo mandato, diventati particolarmente forti durante la campagna elettorale. Ricorda di aver conosciuto Camplone cinquant’anni fa il sindaco Masci e per lui è “l’esempio di come si possano affrontare le difficoltà, sempre con il sorriso e guardando al bene degli altri. Questo cuore di Gianna lo voglio mettere a disposizione della città, perché lei è il simbolo di quella città resiliente che immagino: attenta ai problemi delle persone e capace di non lasciare indietro nessuno”, conclude. Il nuovo vicesindaco si confronterà con il sindaco sul da farsi, assicurando che “cercherò di farlo nel modo migliore possibile”. E, sebbene sia la sua prima esperienza politica, intende portare nella sua attività tutto l’amore che ha sempre messo nel terzo settore. “Perché l’amore – conclude – ricordatevi tutti – muove il mondo. Non è una frase fatta: bisogna amare nella vita, ma amare con il cuore, con sentimenti veri, non per opportunismo”.