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Mercoledì, 18 Marzo 2026 20:10

Forte adesione del Pd abruzzese alla manifestazione di Roma sul referendum: "No alla riforma Nordio"

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Il segretario regionale Daniele Marinelli commenta l'esito della manifestazione nella Capitale alla quale ha partecipato anche una nutrita delegazione del Pd abruzzese
Ampia partecipazione nella delegazione abruzzese del Pd che ha partecipato alla manifestazione di Roma per dire no al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Lo ha fatto sapere il segretario regionale Daniele Marinelli commentando l'iniziativa:“Una mobilitazione chiara e crescente, perché questa non è una riforma della giustizia e perché non interviene su nessuno dei problemi reali del sistema: non accelera i processi, non colma la carenza di personale, non stabilizza i 12mila precari, non affronta il sovraffollamento carcerario né l’emergenza dei suicidi. Il Governo si occupi quindi delle vere priorità della giustizia; si occupi della guerra e degli effetti che produce sulle famiglie e sulle imprese. Si occupi delle priorità del Paese: dall'economia ai salari, dalla sanità alla scuola, dal precariato al lavoro povero. Dia riposte ai giovani, che hanno diritto a costruirsi un progetto di vita e spesso sono costretti ad andarsene. Dia risposte concrete ai problemi delle italiane e degli italiani, al posto di monopolizzare l’attenzione del Paese su una questione che interessa solo una parte della politica, alla ricerca di salvacondotti e di un potere senza vincoli e controlli."Il ministro Nordio ha riconosciuto che la riforma proposta indebolisce l’autonomia della magistratura e altera l’equilibrio costituzionale. Queste preoccupazioni hanno portato a numerose iniziative in Abruzzo e a una mobilitazione a Roma contro la riforma spiega il segretario regionale.La protesta punta a difendere i diritti dei cittadini, soprattutto dei più deboli, opponendosi al rischio che il governo si sottragga ai controlli. L’obiettivo è fermare una riforma considerata pericolosa e sviluppare una nuova proposta che privilegi efficienza, diritti e dignità del lavoro nella giustizia. La democrazia, sottolinea, richiede equilibrio, responsabilità e rispetto delle istituzioni conclude Marinelli.
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