Giovedì 19 marzo le arringhe conclusive e poi la decisione del giudice sull'inchiesta nata da una denuncia della Lega del Cane che si dice fiduciosa della possibile condanna annunciando già un eventuale ricorso se così non fosse. Quindi l'appello per Lupo, il cane dal quale, ricorda, è partito tutto
Giovedì 19 marzo ci sarà la sentenza di primo grado sulle presunte eutanasie non necessarie avvenute nel canile sanitario della Asl di Città Sant’Angelo e che sono accusati di aver compiuto Franco Ruggeri e Lucio Di Tommaso, all’epoca dei fatti rispettivamente direttore del servizio Sanità animale e, oltre che veterinario della stessa unità, anche dirigente dello stesso canile. Il processo, che si svolge per rito abbreviato, è scaturito da una denuncia della Lega del Cane che da quel momento ha continuamente aggiornato sulla situazione tramite i suoi canali social ed è sempre l’associazione a ricordare l’appuntamento del 19 ricordando che quel giorno ci saranno le arringhe degli avvocati di parte, del pubblico ministero e del legale della Lega, Michele Pezone. Quindi l’attesa sentenza che, ne è convinta l’associazione, “salvo imperdonabili colpi di scena, sarà di colpevolezza per almeno di uno dei due imputati”, scrive nell’ultimo post annunciando l’intenzione, non appena saranno pubblicate, di rendere note le motivazioni della sentenza e anche che, se non fosse quella attesa, ci sarà il ricorso in appello. Tanti, fa sapere l’associazione, quelli che stanno chiedendo informazioni sul caso cui dà appuntamento, per chi volesse esserci, davanti al tribunale di Pescara intorno alle 10 non potendo ovviamente saper in anticipo a che ora finirà l’udienza e il giudice si pronuncerà. Se la condanna dovesse arrivare, la Lega del Cane avanza già le sue richieste. La prima alla Asl perché prenda quei provvedimenti che, afferma, “non hanno voluto prendere fino ad ora”. La seconda all’ordine dei veterinari perché, se condanna sarà, i due veterinari vengano radiati. Il processo è particolarmente importante per l’associazione perché, se si dimostrasse quanto denunciato, si dimostrerebbe che “ci sono veterinari Asl che non fanno il loro mestiere in difesa degli animali (non tutti ovviamente), e che non sono intoccabili”. Tutto, ovviamente, da vedere perché la sentenza deve prima arrivare. L’occasione infine, per la Lega per rilanciare l’appello per sostenere Lupo, “il cane che ci ha permesso di iniziare le indagini e che tra pensione, farmaci e riabilitazione – spiega -, ci costa circa 400 euro al mese e abbiamo sempre bisogno del vostro supporto economico. Aiutaci ad aiutarli”, conclude quindi il post dell’associazione.