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Martedì, 03 Marzo 2026 16:19

DI Marco (Pd) sulle richieste delle indennittà al personale 118 dalla Asl: "Situazione assurda"

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Il consigliere regionale Antonio Di Marco interviene in merito alla questione del contenzioso avviato dalla Asl nei confronti del personale sanitario del 118 con la richiesta di restituzione di somme di denaro
Il consigliere regionale Antonio Di Marco commenta la vicenda riguardante la Asl di Pescara che ha inviato richieste di restituzione di somme ricevute da parte dei medici in servizio nel 118 per indennità dal 2017 al 2024:“La notizia che la Asl di Pescara stia chiedendo a medici del 118, in servizio e persino in pensione, di restituire somme che arrivano fino a 50mila euro per indennità percepite tra il 2017 e il 2024, previste dall’accordo integrativo regionale del 2006 e regolarmente erogate per anni è grave e sconcertante. Parliamo di professionisti che hanno garantito l’emergenza-urgenza, che hanno lavorato sulle ambulanze, nei momenti più drammatici, durante la pandemia, nei territori più difficili. E che oggi ricevono una Peccon cui si chiede loro di restituire somme che hanno sempre trovato in busta paga, senza che nessuno abbia mai sollevato rilievi o contestazioni. Andrò a fondo a questa assurda vicenda, portandola in consiglio regionale con un’interpellanza urgente, perché la Regione prenda una posizione chiara”Di Marco critica duramente la decisione della Asl di chiedere ai medici la restituzione di somme "con riserva di conguaglio" prima della pronuncia definitiva della corte dei conti, definendola una grave violazione dei principi di certezza e buona fede. Segnala che in alcuni casi sarebbero già iniziate trattenute sugli stipendi senza attendere l'esito dei giudizi e senza una posizione chiara della Regione. Per questo, annuncia un'interpellanza urgente alla giunta e all’assessore alla sanità per chiarire se la Regione fosse informata, se condivida l'iniziativa della Asl, la correttezza delle procedure avviate e le eventuali misure a tutela dei medici e del servizio 118.“Ma è altrettanto doveroso che non scarichi sui singoli lavoratori responsabilità che, se esistono, appartengono ai livelli decisionali e amministrativi. Il 118 è un presidio vitale. Alimentare tensioni, sfiducia e conflitti legali dentro un servizio già sotto pressione è un errore politico prima ancora che amministrativo. Chi ha salvato vite non può essere trattato come se avesse commesso un abuso o, peggio, come se fosse abusivo su un fronte che ogni giorno riguarda migliaia di pazienti”.”
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