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Martedì, 03 Marzo 2026 17:08

Per il Corecom nei video social di Masci nessuna violazione della par condicio: chiesta l'archiviazione all'Agcom

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Il Comitato regionale per le comunicazioni respinge le contestazioni di Acu e M5s sulla "commistione" tra sindaco e candidato: i contenuti di Masci sono "diffusi tramite canali personali e dichiaratamente elettorali". L'ultima parola spetta ora all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni
Il Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) ha chiesto all’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) l’archiviazione per l’esposto presentato da M5s e Acu (Associazione consumatori utenti) sulle presunte violazioni della par condicio da parte di Carlo Masci. A differenza di quanto sostenuto dal presidente Luigi Di Corcia, candidato M5s, e dal consigliere uscente Paolo Sola, nei video pubblicati dal sindaco uscente non ci sarebbe alcuna "commistione tra il ruolo istituzionale e la figura di candidato sindaco uscente”, come da loro denunciato. Anzi, in quei contenuti social, si legge nel documento Corecom a firma del presidente Giuseppe La Rana, la sovrapposizione non ci sarebbe dato che, si legge nella richiesta di archiviazione, sono stati “diffusi tramite canali personali e dichiaratamente elettorali”. Non si tratta quindi di “comunicazioni rese dall’amministrazione in forma impersonale e necessaria”, ma di “interventi collocati nell’alveo della dialettica politico-elettorale, pur avendo a oggetto la descrizione di interventi amministrativi nel corso del mandato”. La “peculiare coincidenza” per cui il sindaco formalmente in carica è anche candidato alle elezioni parziali dell’8 e del 9 marzo, per il Corecom “determina una fisiologica sovrapposizione tra dimensione istituzionale e dimensione politica”. Per questo “la comunicazione che richiama l’azione amministrativa svolta non può dirsi, in senso tecnico, impersonale, atteso che l’organo e il candidato coincidono nella medesima persona fisica e che il riferimento ai risultati conseguiti si intreccia inevitabilmente con la prospettiva elettorale”. Per il Comitato, quindi, non c’è violazione dell’articolo 9 della legge sulla par condicio, perché la comunicazione di Masci avviene tramite canali personali e non “mediante l’attivazione del relativo apparato istituzionale”. Il candidato del centrodestra, questo quanto in sintesi si rileva si rileva, non ha utilizzato strumenti comunicativi del Comune né risorse pubbliche, contrariamente a quanto sostenuto nell’esposto presentato dall’avvocato Luigi Di Corcia (candidato con il M5s) e dal consigliere uscente Paolo Sola. Per il Corecom dunque, i rilievi fatti dal sindaco nella memoria depositata, sono fondati. Rilievi che si possono così sintetizzare: le opere pubbliche menzionate erano già programmate e finanziate prima dell’inizio del periodo elettorale, quindi la loro esecuzione non era finalizzata a vantaggi elettorali; i contenuti contestati sono stati pubblicati su canali personali ed elettorali, esclusi i siti istituzionali del Comune, senza logo, stemma comunale o utilizzo di risorse pubbliche; l’articolo 9 della legge sulla par condicio si riferisce all’amministrazione pubblica e non alla persona fisica del sindaco, non limitando quindi la libertà di espressione del candidato uscente; i contenuti dei video pubblicati dal sindaco uscente hanno carattere politico-elettorale e sono chiaramente riconoscibili come parte della campagna e non vi è commistione tra fondi pubblici per le opere e finanziamento della comunicazione. Insomma i 15 contenuti social contestati rientrano chiaramente nella campagna elettorale e sono distinguibili dai canali istituzionali, dice il Corecom. Non sarebbe emerso neanche alcun elemento a supporto dell’ipotesi di uso delle risorse pubbliche a scopo elettorale per cui i video in cui Masci illustra i risultati del mandato non costituiscono comunicazioni istituzionali, perché la legge richiede che l’attività sia “oggettivamente imputabile all’amministrazione quale soggetto pubblico”. Esempio ne è, si legge ancora tra quelli citati nella richiesta di archiviazione del Corecom, è il video del 5 febbraio 2026 riguardante la querela promossa nei confronti di Costantini: “tale comunicazione, infatti, non si configura come attività istituzionale dell’ente, né come strumento di illustrazione o valorizzazione dell’azione amministrativa, ma integra una dichiarazione personale del sindaco, riconducibile alla sfera politico-difensiva e alla dialettica pubblica conseguente a contestazioni o attacchi ricevuti”. La richiesta all’Agcom perché archivi la questione che Masci ha definito come un “grave atto di censura” è stata quindi inoltrata dal Corecom. A dire l’ultima parola ora sarà l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
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