Il sindaco uscente torna a rivendicare le azioni portate avanti per aumentare la sicurezza in città: dall'aumento della videosorveglianza agli abbattimenti del Ferro di Cavallo e i palazzi Clerico. Dai suoi avversari solo "dichiarazioni roboanti" lontane dalla realtà con l'aggravante di sminuire il laovro delle forze dell'ordine
“Favole”. Il sindaco uscente Carlo Masci etichetta così le dichiarazioni sulla sicurezza che negli ultimi giorni hanno fatto i suoi avversari e cioè il candidato del centrosinistra (Carlo Costantini) e il candidato civico Domenico Pettinari (Pettinari sindaco). Anzi, per stare in tema Sanremese, per Masci quello che sta andando in scena è “un vero e proprio festival ‘di chi la dice più grossa’”, quando invece ai cittadini “chi amministra una città – commenta - ha il dovere di dire la verità ai cittadini, anche quando la verità è meno comoda delle false promesse gridate in campagna elettorale”. Dai suoi avversari quindi “dichiarazioni roboanti che, però, non hanno alcun contatto con la realtà di un’amministrazione pubblica”, aggiunge parlando anche di dichiarazioni che sminuiscono il lavoro delle forze dell'ordine. “Sulla sicurezza ho sempre parlato con chiarezza – rivendica Masci -. Le strategie e la distribuzione degli uomini e delle donne sul territorio non le decide il sindaco, ma la prefettura, che praticamente ogni settimana riunisce il tavolo del comitato per l’ordine e la sicurezza con tutte le Forze dell’ordine. A quel tavolo partecipo attivamente da sei anni e mezzo per portare le segnalazioni, le preoccupazioni e le istanze che mi arrivano direttamente dai cittadini e per fare la mia parte istituzionale”, torna quindi a dire. “Ma non sono io, né lo è qualsiasi altro sindaco d’Italia – precisa - a stabilire quanti agenti devono essere impiegati nelle strade: queste sono competenze precise dello Stato e delle autorità di pubblica sicurezza. Questi professionisti della pubblica sicurezza, dal prefetto al questore ai comandanti delle forze dell'ordine, sanno il fatto loro e adottano le tecniche più all'avanguardia, usate in tutta Italia, a seconda delle fattispecie di reati, per contenere i fenomeni di criminalità, che esistono a Pescara come in tutte le altre città d'Italia”. “Per questo fa sorridere assistere a scene come quella di Pettinari che gira per il centro a contare, uno per uno, uomini e donne in divisa”, aggiunge rivolgendosi al candidato che ha appena presentato il suo programma sulla sicurezza urbana. “Allo stesso modo è bene chiarire che, come sindaco, ho più volte sollecitato il ministero competente sul progetto ‘Strade sicure’ che viene assegnato alle città sulla base di determinati presupposti e indici di allarme sociale. Evidentemente viviamo in una realtà che, paragonata alle altre – sottolinea il sindaco uscente -, ha una condizione di vivibilità che non impone da parte dello Stato scelte più drastiche, anche perché da noi le forze dell'ordine svolgono un'attività di controllo molto capillare”. “Certo – incalza -, se qualcuno vuole far credere che si possa far sparire la criminalità, azzerare i venditori di morte, cancellare i tossicodipendenti, sta solo illudendo i pescaresi”. Masci ribatte anche sul cosiddetto vigile di quartiere: “qualcuno dovrebbe informarsi meglio – afferma rivolgendosi ancora ai suoi avversari -: in centro esistono già due presidi fissi della polizia locale, uno in piazza Sacro Cuore e uno al parcheggio del Bingo, proprio di fronte piazza Santa Caterina. Da lì gli agenti della locale, che ringrazio sempre per il lavoro prezioso che svolgono ogni giorno, operano costantemente, insieme agli agenti dei corpi di pubblica sicurezza dello Stato, su quel quadrilatero e sul territorio in generale”. “E poi c’è un dato concreto che spesso viene dimenticato: oggi a Pescara sono attive circa 700 telecamere di videosorveglianza a disposizione delle forze dell’ordine”, ricorda ancora risponendo a Pettinari e Costantini che di incremento di videosorveglianza hanno parlato. “Uno strumento – chiosa - fondamentale, utilizzato con una frequenza giornaliera, che consente di individuare rapidamente i responsabili dei reati e di contrastare i crimini in tempi sempre più veloci”. “Allo stesso modo va ricordata una scelta amministrativa molto chiara: l’abbattimento del Ferro di Cavallo e dei palazzi Clerico – prosegue -. Parliamo di strutture che per anni sono state considerate come veri e propri fortini dello spaccio e della criminalità. Demolirle ha significato togliere coperture e nascondigli, rendere visibili e riconoscibili gli spacciatori e permettere alle Forze dell’Ordine di intervenire con maggiore efficacia. Non è un caso che oggi assistiamo a un aumento delle retate e degli arresti proprio contro lo spaccio”. “Abbiamo inoltre portato avanti un’altra scelta precisa: riqualificare molti luoghi che erano diventati simboli della criminalità organizzata e restituirli alla collettività, trasformandoli in spazi per il sociale, per le associazioni e per i cittadini. Penso al parco dell'infanzia o alle case confiscate alla criminalità organizzata, riqualificati e messi a disposizione dei cittadini per attività sportive, ludiche e sociali. Questo significa fare sicurezza sul serio: non solo repressione, ma anche recupero urbano e presenza dello Stato nei quartieri”, continua Masci. “Quello che trovo davvero grave è il modo superficiale con cui alcuni miei avversari parlano di sicurezza, perché così facendo finiscono per sminuire il lavoro straordinario che quotidianamente svolgono polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale – denuncia quindi il sindaco uscente -. Donne e uomini che hanno gli occhi aperti su tutto e che meritano rispetto, non volgare propaganda elettorale”. “E poi c’è la promessa più curiosa di tutte: quella di aumentare il personale della questura. Davvero? Siamo arrivati a questo punto? Sembra di assistere a una puntata di ‘Scherzi a Parte’”, commenta ancora. “Il personale, tra l’altro, è già stato incrementato e sarà ulteriormente rafforzato entro agosto con agenti che resteranno stabilmente in città, in base a una distribuzione fatta a livello centrale secondo criteri oggettivi su cui i Comuni non hanno nessuna incidenza. Ce lo ha comunicato direttamente il capo della polizia, il prefetto Pisani”. “A questo punto una domanda viene spontanea: Pettinari da chi si farebbe aumentare il personale della questura, da Zorro?”, prosegue Masci non con poco sarcasmo. “Ma veramente qualcuno può pensare che i vertici della polizia o dell'esercito inviano il personale in maniera arbitraria a seconda dei ‘desiderata’ dei sindaci, o dei prefetti, o dei questori o dei rapporti personali? Ma dov'è finita la serietà? Per fortuna i pescaresi non sono ingenui. Sanno distinguere tra chi parla per slogan e chi, invece – conclude -, conosce davvero come funziona l’amministrazione. E soprattutto sanno riconoscere chi amministra con correttezza e concretezza e chi continuerà solo a fare un’eterna becera campagna elettorale”.