I carabinieri e la polizia stradale hanno tratto in arresto due uomini di 35 e 20 anni provenienti dalla provincia di Napoli
Avrebbero truffato un’anziana di 88 anni ma i due responsabili sono stati arrestati in flagranza ed è stata recuperata l’intera refurtiva.Grazie a una tempestiva, articolata ed efficace attività investigativa svolta congiuntamente dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Penne e della sottosezione di polizia stradale di Pratola Peligna, a permettere l’arresto in flagranza di due uomini, di 35 e 20 anni, entrambi residenti nel Napoletano, ritenuti responsabili di una truffa aggravata ai danni di un’anziana donna di 88 anni, residente nel comune di Penne. L’episodio si è verificato nel primo pomeriggio di giovedì 26 febbraio, verso le ore 14, quando l’anziana ha ricevuto una telefonata sul numero di rete fissa della propria casa. All’altro capo del telefono, un uomo che, qualificandosi falsamente come un amico del nipote, avrebbe paventato un fantomatico problema, prospettando l’urgenza di consegnare almeno 4mila euro a un presunto “amico di famiglia” che, di lì a poco, si sarebbe presentato nell’abitazione per ritirare denaro e oggetti preziosi necessari a risolvere la temuta questione. Pochi minuti dopo, un giovane si sarebbe effettivamente presentato a casa dell’ignara vittima, alla quale sono stati consegnati 1.700 euro in contanti e diversi monili in oro. Subito dopo la consumazione del reato, l’anziana ha allertato i figli che, immediatamente consapevoli del raggiro patito dall’anziana donna, hanno contattato la centrale operativa della Compagnia di Penne, permettendo l’immediato intervento dei militari del nucleo operativo e radiomobile. I militari hanno avviato senza esitazione le ricerche, procedendo alla visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza del Comune di Penne e dei comuni limitrofi, che hanno consentito di individuare l’automobile utilizzata dai truffatori e di ricostruirne il percorso di fuga. L’auto, proveniente dalla provincia di Napoli, si era rapidamente diretta verso l’imbocco autostradale, nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Grazie alla rapidità dell’azione investigativa e al costante coordinamento operativo, il veicolo è stato seguito a distanza e immediatamente segnalato alle pattuglie della polizia stradale in servizio sull’asse autostradale, che sono intervenute con estrema prontezza. L’intervento risolutivo della sottosezione di Pratola Peligna e dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Penne ha permesso, dunque, di intercettare e bloccare la vettura lungo la A25, nel territorio del comune di Corfinio, in provincia di L'Aquila, procedendo all’arresto in flagranza dei due occupanti. All’interno del veicolo sarebbe stata rinvenuta l’intera refurtiva, costituita dal denaro contante e dai monili in oro asportati poco prima, successivamente riconosciuta dalla vittima come di sua esclusiva proprietà e sottoposta a sequestro per la successiva riconsegna.I consigli utili per evitare di cadere in trappola«L’operazione», si legge in una nota dell'Arma, «rappresenta l’ennesima dimostrazione dell’efficacia della sinergia tra le forze di polizia sul territorio e della straordinaria tempestività operativa messa in campo dai carabinieri della Compagnia di Penne, che ha consentito di individuare rapidamente i responsabili, seguirne gli spostamenti e, grazie allo stretto e capillare coordinamento sul territorio con la polizia stradale, di assicurare i malviventi alla giustizia. L’Arma dei carabinieri rinnova l’invito, soprattutto agli anziani e ai loro familiari, a prestare la massima attenzione a questo tipo di raggiri, ricordando che nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede mai denaro, gioielli o altre utilità per telefono o a domicilio. È necessario sospettare sempre anche quando, come in questo caso le richieste siano avanzate da inesistenti amici. In presenza di richieste ambigue o di telefonate allarmanti, è fondamentale interrompere immediatamente la conversazione e contattare senza esitazione il numero unico di emergenza 112. La prevenzione, la collaborazione dei cittadini e la tempestiva segnalazione rappresentano strumenti essenziali per contrastare efficacemente questo odioso fenomeno criminale».