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Giovedì, 26 Febbraio 2026 10:06

Paolucci e Pietrucci (Pd) denunciano il "giallo" sui fondi della sanità: "Se ne arriveranno di più, il centrodestra abbassi le tasse"

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I consiglieri denunciano il paradosso tra i rilievi dei ministeri sulla sovrastimata delle entrate e le richieste del presidente Marsilio. Presentata una risoluzione sul Programma operativo 2026-2028 perché si faccia chiarezza e se i soldi saranno di più la richiesta è chiara: "abbassare Irpef e Irap aumentate ai danni dei cittadini per coprire i buchi della sanità".
Nuovo attacco del Pd in materia di sanità. Questa vola sono il capogruppo regionale Silvio Paolucci e il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci a sferrarlo denunciando un paradosso contabile sulla sanità. Da un lato, spiegano, ci sono i ministeri che impongono di tagliare di 64 milioni le stime delle entrate, giudicate gonfiate; dall'altro, il presidente della Regione Marco Marsilio che reclama più fondi nazionali per coprire i disavanzi. Chiara la posizione di Paolucci e Pietrucci: se i conti quadreranno nonostante i tagli romani, la narrazione di Marsilio sulle colpe del sistema di riparto crollerà. Altrettanto chiara la richiesta: se si otterranno risorse extra la conseguenza dovrà essere il taglio immediato di Irpef e Irap, restituendo ai cittadini quanto incassato, rimarcano, con l’aumento delle tasse fatto proprio per sanare i buchi della sanità. I due chiedono quindi chiarezza e lo fanno presentando una risoluzione sulla sostenibilità del Programma operativo 2026–2028.“I ministeri ci chiedono di rivedere le entrate e i trasferimenti statali che incidono sulla consistenza del fondo sanitario, fra i vari rilievi ci chiedono di rivedere a ribasso la stima delle entrate – spiegano i due -. Contestualmente Marsilio fa una battaglia per avere più entrate nella ripartizione del fondo. Ora delle due l’una: se dobbiamo presentare un programma operativo con meno entrate, la testi di Marsilio cade e se saremo in grado di avere più risorse dal fondo, garantendo con meno entrate come chiedono i ministeri, 64 milioni in meno, bene, quelle risorse devono essere vanno restituite alla comunità dall’aumento fiscale disposto da due governi di destra nel 2011 e nel 2024, perché di fatto significherebbe il venir meno delle ragioni che ne avevano giustificato l’innalzamento, legate agli squilibri del sistema sanitario regionale”. “La strada è molto accidentata. Non sarà un passaggio semplice – rimarcano Paolucci e Pietrucci - . Innanzitutto perché il Programma operativo approvato dalla giunta è stato oggetto di rilievi formali forti da parte del ministero della Salute e del ministero dell’Economia e delle Finanze, che hanno evidenziato, fra l’altro, una sovrastima delle entrate per il 2027 e il 2028. La Regione dovrà quindi rivedere il documento, riallineando le previsioni al quadro normativo vigente, con le previsioni di riparto stabilite dal governo Meloni”. “ll punto è politico – incalzano -: la risoluzione nasce anche con l’obiettivo di restituire centralità al consiglio regionale che è stato commissariato con la norma Marsilio-Melonia. Ma è anche tecnico: se dal nuovo Programma operativo, una volta corretto, dovesse comunque emergere un equilibrio di bilancio al 2028, verrebbe meno la tesi secondo cui l’attuale metodo di riparto rappresenta la principale causa delle difficoltà dei sistemi sanitari delle Regioni a bassa densità demografica perorata da Marsilio. La questione, così, non riguarderebbe il riparto in sé, ma la programmazione regionale e la corretta gestione delle risorse trasferite. In altre parole: o il sistema è finanziariamente sostenibile così com’è, a legislazione vigente, garantendo gli stessi Livelli essenziali di assistenza, oppure non si comprende perché le altre regioni dovrebbero approvare una modifica dello stesso consentendo all’Abruzzo esclusivi benefici”. Il tema centrale della risoluzione, oltre a rimarcare il paradossi che si starebbe vivendo, “riguarda direttamente i cittadini abruzzesi che hanno pagato due volte l’aumento della pressione fiscale per coprire i disavanzi della sanità regionale, tutte e due le volte con governi di destra”, chiosano Paolucci e Pietrucci. “Per questo, se la revisione del riparto nazionale dovesse produrre maggiori risorse per l’Abruzzo, proponiamo all’intero consiglio regionale di impegnare il presidente e la giunta regionale a restituire alla comunità tali risorse con il taglio dell’addizionale Irpef e dell’Irap aumentate dalla destra. Vanno restituiti a famiglie e imprese una parte dei sacrifici chiesti per compensare uno squilibrio oramai diventato strutturale, vanificando gli sforzi per l’uscita dal Commissariamento, avvenuta nel 2016”, ribadiscono i due esponenti dem. “L’atto impegna inoltre la giunta a garantire piena trasparenza nella revisione del Programma operativo, oltre a specificare innanzi alla commissione Salute, quali sono le misure individuate (o meglio gli sforzi richiesti ai cittadini abruzzesi) per assicurare l’equilibrio economico-finanziario. È una questione di coerenza istituzionale e – concludono Paolucci e Pietrucci - di rispetto verso gli abruzzesi”.
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