Quelli che ha lasciato in cassa con il Masterplan erano più di 22,2 milioni ora sono 17,7, denuncia il deputato ricordando tutto quanto successo dal 2016 e rimarcando il fatto che sui progetti previsti nulla di concreto è stato fatto
Sette anni fa per la valorizzazione del comprensorio turistico e sciistico di Passolanciano c’erano 22,2 milioni, oggi se ne annunciano 17,7 e di cantieri, fine lavori, progettazioni e appalti non se ne vedono. Lo denuncia il deputato Pd Luciano D’Alfonso rispondendo a quello che non sarebbe altro che l’ennesimo annuncio del sottosegretario con delega al Turismo Daniele D’Amario ricordando che i 22,2 milioni li aveva lasciti lui nelle casse della Regione e che setti anni dopo non solo non c’è nessuna opera realizzata, ma che il finanziamento ha perso 5 milioni. Questo per, chiosa, “l’inerzia, l’incompetenza, l’approssimazione di chi ha dimostrato di non avere alcuna affinità con la gestione della pubblica amministrazione in una Regione affannata e assonnata”. “Non avevamo l’ambizione di diventare Cortina, ma l’aspirazione a garantire l’accessibilità e la fruibilità sciistica della Majelletta – incalza D’Alfonso -. Dopo 7 anni l’inettitudine del presidente di Regione ha prodotto l’inutilizzo del tesoretto in cassa, un capitale che ha perso di valore anno dopo anno a causa dell’inflazione e dell’aumento dei costi dei materiali”. D’Alfonso ripercorre quindi le tappe partendo proprio dalla delibera del 19 aprile 2016, la 229, con cui nell’ambito del Masterplan della Regione era stata approvata la strategia di interventi operativi verificati su base progettuale per lo sviluppo e la crescita del territorio, che prevedevano lo stanziamento di 202 milioni di euro. Il 20 febbraio 2018, prosegue, “la giunta regionale individua come priorità, con delibera numero 83, il completamento e la valorizzazione dell’accesso pescarese al versante occidentale della Majella, passando per la strada provinciale 64, per un importo ulteriore di 2 milioni di euro, che consente il collegamento del sistema termale di Caramanico con la Majella, finanziamento approvato dal Cipe con delibera numero 12 del 28 febbraio 2018”. Il 23 febbraio 2019, denuncia, “si insedia il governo regionale di centrodestra e tutto si blocca” fino a quando il 30 gennaio 2022 “iniziano le ovvie rimostranze degli amministratori del comprensorio in merito ai lavori mai partiti”. Il 6 febbraio dello stesso anno “l’assessore regionale al Turismo in scadenza dichiara che ‘i lavori saranno appaltati entro agosto di quest’anno’, quindi quattro anni fa. Ovviamente – chiosa - non accade nulla”. Passa un altro anno e il 28 marzo 2023 è Luciano D’Alfonso a presentare un’interrogazione a risposta in commissione al ministro per gli Affari europei, il sud, le politiche di coesione e il pnrr, al ministro del Turismo e al ministro della Cultura per sapere se ravvisino “l’urgenza di promuovere indirizzi cogenti al fine di velocizzare la messa a terra dei finanziamenti disponibili” per il comprensorio turistico di Passolanciano-Majelletta. Si arriva a oggi, febbraio 2026. “Gli operatori della montagna alzano la voce per denunciare i disagi che puntuali si sono verificati anche questo inverno a Passolanciano. Sento la difficoltà dell’innocente e costumato sottosegretario regionale con delega al Turismo Daniele D’Amario, che tenta di salvare il salvabile parlando della consapevolezza del valore strategico di Passolanciano”. “E poi – continua D’Alfonso - si affaccia l’immagine di un presidente che ha impiegato 7 anni per una passeggiata in eskimo bianco innevato e occhiali da sole per annunciare che per Passolanciano sono in serbo 17,7 milioni di euro di investimenti. E dove sono finiti gli altri 5milioni di euro che erano in cassa? - chiede il deputato Pd -. Come fa a non arrossire d’imbarazzo amministrativo nell’annunciare progettualità inesistenti per rendere l’area una ‘destinazione turistica attrattiva e moderna fruibile tutto l’anno’? Come si permette a mettere la propria identità su un territorio che non ha visto un euro di investimento in sette anni di legislatura marsiliese pur avendo 22,2milioni disponibili?”, si chiede ancora. “Agli operatori della montagna va il sollecito a non mollare la presa, a non demordere, a imporre a una legislatura inconcludente di mostrare pubblicamente le carte della progettualità annunciata. Noi – conclude D’Alfonso - andremo invece a cercare quale sia stata la destinazione dei 5milioni di euro sottratti a Passolanciano”.