Lo ha fatto sapere il consigliere regionale Antonio Di Marco del Pd a margine della seduta della commissione ambiente e territorio dove è emerso il nome di Silvio Maresca
Una buona notizia per il futuro delle terme di Caramanico a margine della seduta del 24 febbraio della commissione ambiente e territorio. Lo fa sapere il consigliere regionale del Partito Democratico Antonio Di Marco:"Oltre ai soggetti già interessati, Aca e Terme di Popoli, si è aggiunto l’imprenditore abruzzese Silvio Maresca, amministratore unico di Terme di Torre Canne, che insieme al gruppo Terme & Spa Italia, realtà di primo piano nel settore del termalismo e del benessere, che ha manifestato un forte interesse per il rilancio del complesso termale di Caramanico. La compagine ha formalmente richiesto ad Areacom il differimento della scadenza del bando per la concessione delle acque, al fine di approfondire in modo rigoroso la fattibilità di un progetto industriale. Ritengo questo interesse un segnale positivo e concreto. Per questo ho chiesto che anche i rappresentanti di questa nuova realtà imprenditoriale, insieme ai sindaci dei territori coinvolti, vengano auditi in Commissione urgentemente, già dalla prossima settimana”È fondamentale che la Regione Abruzzo mantenga un ruolo istituzionale di riferimento, continuando il percorso iniziato con la risoluzione sul piano industriale per l’acquisto e gestione del complesso termale aggiunge Di Marco. La questione si riapre grazie a un impegno politico costante e alla volontà di reintegrare Caramanico nei circuiti del termalismo nazionale. Durante una discussione in Commissione, il consigliere Nicola Campitelli ha annunciato l’intenzione di proporre una modifica normativa che equipari la disciplina delle acque termali a quella delle acque ordinarie, semplificando così procedure e gestione. Questo rappresenta un segnale importante, poiché indica che il centrodestra si sta impegnando concretamente per risolvere la situazione conclude il consigliere del Pd."È dunque il momento di sederci attorno a un tavolo e lavorare a una soluzione condivisa, con una Regione che svolga una funzione di regia e facilitazione verso una rinascita affidata a progetti solidi e credibili. Le prospettive oggi si ampliano e diventano più concrete. Per questo è urgente ascoltare tutte le proposte e costruire un percorso trasversale, perché in gioco non c’è solo il destino di un impianto o delle sorgenti, ma quello di un intero indotto che con la chiusura è venuto meno. Prendo atto che la maggioranza stia cambiando approccio e stia cercando nelle procedure la strada per andare avanti: è un progresso importante. Continuerò a seguire con attenzione questa vicenda, confermando il mio impegno su un tema che riguarda non solo le aree interne, ma l’attrattività complessiva dell’Abruzzo”.