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Lunedì, 23 Febbraio 2026 18:27

Altro che movida, Pescara Vecchia è "semideserta". La denuncia di Sinistra Italiana: "Presenze in calo del 60%"

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Come promesso il partito ha promosso una campagna di ascolto nel fine settimana del 20-22 febbraio e il primo dato sarebbe proprio quello di una movida che non c'è e a lamentarlo sarebbero i titolari delle attività. Il segretario Licheri torna ad attaccare le ordinanze Cenerentola e a chiedere una nuova governance della notte fatta di un'offerta che oggi, afferma, non c'è
Aveva annunciato un weekend nella movida di Pescara Vecchia per raccogliere le voci della notte e Sinistra Italiana ha mantenuto la promessa. “Pescara Cenerentola? Neanche per sogno”. E’ così che sintetizza l’esito dell’iniziativa promossa e fatta di video-interviste. Una vera e propria campagna di ascolto, sottolinea il segretario regionale Daniele Licheri, fatta “per comprendere le ombre della gestione della vita notturna a Pescara, ma anche per raccogliere idee e proposte per un cambio di passo, che valorizzi in modo strategico un’economia che dovrebbe rispecchiare il dinamismo di Pescara e che invece ora è spenta dalle ordinanze Cenerentola”. “Le strade erano semivuote, una Pescara irriconoscibile”, denuncia Licheri. “Le voci dei gestori che abbiamo raccolto hanno fatto emergere un calo di affluenza anche del 60% nel fine settimana, ma soprattutto il rischio di una perdita di appeal che Pescara ha sul piano dell’offerta culturale nell’ambito dell’economia del divertimento”.“I locali e le associazioni sono i veri promotori di eventi culturali che tengono viva Pescara, e che invece l’amministrazione comunale gestisce solo con la logica dei grandi eventi – incalza Licheri -. Noi riteniamo che i problemi di sicurezza vadano affrontati accendendo la città, non spegnendola; riteniamo che i diritti al riposo e al divertimento possano essere conciliati, attraverso un tavolo di concertazione tra tutti gli attori coinvolti, promuovendo un’idea di città sinergica, non attraverso la logica dei divieti”. “Negli ultimi anni l’amministrazione comunale di centrodestra targata Masci ha infatti risposto alla vita notturna attraverso le ordinanze Cenerentola, basate su limitazioni e chiusure anticipate. Un approccio – afferma - che rischia di semplificare una questione complessa , ma è lavoro, cultura, relazioni, economia urbana. È uno spazio che coinvolge giovani, lavoratori e lavoratrici, esercenti, residenti”. “Noi chiediamo di rivolgere lo sguardo alle esperienze più virtuose, con una vertenza territoriale che dovrebbe coinvolgere tutti gli attori coinvolti. In molte città italiane ed europee si stanno sperimentando modelli innovativi di governance della vita notturna, come la figura del sindaco della notte e l’adesione a reti europee come Cities After Dark, che promuovono politiche integrate capaci di conciliare sicurezza, diritto al riposo e diritto alla socialità. Un’alternativa è possibile – conclude Licheri -, a partire dall’ascolto”.
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