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Sabato, 21 Febbraio 2026 11:39

La denuncia di Radici in Comune: "In via Valle Roveto sfalciata l'erba, ma anche i rifiuti lasciti sul posto"

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L'associazione politico-culturale lamenta il mancato rispetto di un ordine del giorno sul tema chiedendo chiarimenti sul se, quando si sfalcia, nei contratti sia prevista la rimozione dei rifiuti che rimanendo lì, nel tempo si frammentano, sottolinea, creando sporco e danni all'ambiente
Sfalcio sì, ma rifiuti a vista sulla ciclabile di via Valle Roveto. A denunciarlo, lamentando il fatto che sulla cura delle aree verdi pubbliche a ottobre era stato approvato un ordine del giorno, è l’associazione politico-cultura Radici in Comune rappresentata nel consiglio comunale uscente (in vista del ritorno al voto dell’8 e del 9 marzo), da Simona Barba. Quell’ordine del giorno “era fondato su responsabilità ambientali e giuridiche, con riferimento esplicito al Testo unico ambientale”, sottolinea l’associazione, ma “possiamo constatare che quella decisione è rimasta sulla carta. La scarpata – precisa Radici in Comune - è stata sfalciata, compresi i rifiuti che sono ancora lì. Bottiglie di plastica, lattine, cartoni per bevande, flaconi e altri materiali dispersi tra l’erba tagliata: nessuna preventiva raccolta, nessuna bonifica dell’area”. “I residui vegetali coprono e in parte inglobano i rifiuti, che ora risultano ancora più esposti al vento e alla frammentazione. Questo non è un episodio marginale. È la riprova di una prassi che continua indisturbata”, sostiene ancora l’associazione. “Quando si interviene su un’area senza rimuovere prima i rifiuti si consolida la presenza di ‘rifiuti diffusi'; si favorisce la loro progressiva frammentazione; si alimenta quella condizione di sporco strutturale a cui la città si abitua lentamente. È esattamente il fenomeno che la mozione voleva contrastare – chiosa Radici in Comune -: il passaggio dall’abbandono visibile alla dispersione invisibile. Dalla lattina intera alla microplastica sparpagliata. “C’è poi un aspetto che non può essere eluso. Il Testo unico ambientale non è un’opinione. L’impresa che interviene in un’area dove insistono rifiuti ne diventa detentore – ricorda ancora - .Se li trincia o li ingloba nei residui vegetali, ne diventa produttore. Le responsabilità non sono teoriche”. “E allora la domanda è semplice: chi controlla il rispetto di quanto deliberato dal consiglio comunale? Se un atto approvato non modifica i capitolati, non produce controlli, non genera penali e non cambia le prassi operative, resta un atto simbolico. E la città continua a convivere con il degrado diffuso”. “L’argine nord non è un luogo periferico – prosegue la nota di denuncia -. È un corridoio ciclabile strategico, un accesso molto frequentato al presidio sanitario ospedaliero, un tratto attraversato quotidianamente da cittadini e famiglie. Lasciare rifiuti lungo tutta la scarpata significa accettare che il vento li redistribuisca nel quartiere, nelle strade limitrofe, nel fiume”. Di qui la richiesta di verificare immediatamente “se nei contratti in essere sia stata inserita la clausola di preventiva rimozione; se siano stati effettuati controlli sull’intervento in via Valle Roveto e quali sanzioni siano previste in caso di inosservanza”. “Le decisioni prese in consiglio comunale non possono essere ignorate nella pratica quotidiana. Altrimenti la città – conclude Radici in Comune - resta prigioniera di una manutenzione che copre, sposta, frammenta, ma non risolve. E il ‘rifiuto diffuso’ continua a crescere, silenziosamente”.
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