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Venerdì, 20 Febbraio 2026 21:14

L'appello della consigliera Artese: "Il parco nord va salvato e tutelato"

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La consigliera comunale Caterina Artese pone alcune riflessioni riguardanti l'area del parco nord di Pescara e la sua tutela
Il parco nord di Pescara e la sua biodiversità vanno tutelati. A dirlo la consigliera comunale Caterina Artese, che pone alcune riflessioni anche alla luce del dibattito che si è acceso in consiglio comunale e il progetto presentato dal centrodestra."Confina con una delle prime aree naturali protette abruzzesi, la riserva statale di Santa Filomena (1977), raro ambiente retrodunale.L’area rappresenta un rifugio per animali e piante rarissime e preziose che stanno scomparendo come: Canna di Ravenna, Verbasco niveo, Narciso tanzetta, Periploca maggiore, Iris a foglie strette.Il progetto esecutivo di restauro del parco nord, firmato da Dodi Moss, con la collaborazione di consulenti locali e presentato dall’amministrazione comunale di Pescara, distruggerebbe tutto questo. Detto progetto sembra essere scritto da chi non ha mai visitato questo luogo, ad esempio si parla di gerbido, un tipo di suolo che in centro Italia non esiste. Addirittura si prevede il drenaggio dell’acqua, il taglio di quasi tutti gli alberi, l’introduzione di specie arboree e botaniche esotiche ed estranee, e tanto cemento."La futura area rischia di avere elevati costi di manutenzione e di perdere il suo equilibrio naturale, diventando un luogo artificiale. Gestire un paesaggio già stabile sarebbe più semplice ed economico, richiedendo personale competente per la valorizzazione. Fin dall’approvazione del progetto (novembre 2024), in Comune è in corso un dibattito costruttivo. Sindaco e consiglieri sostengono il parco nord, con l'obiettivo di restituirlo ai cittadini. Per realizzarlo, sono in atto costosi espropri e azioni legali contro costruttori senza scrupoli prosegue la Artese.Il progetto approvato in consiglio comunale è stato completato da una mozione unanime del consiglio e da uno studio condotto sul posto da esperti botanici, allo scopo di mitigare gli impatti devastanti degli interventi previsti.“La soluzione è semplice e si evince direttamente dalla cartina: l’importante è non manomettere quello che madre natura ha fatto fino ad oggi, per questo si prevede una rete ecologica che a pettine si colleghi con la riserva statale. Queste aree vanno delimitate, con staccionate di legno come normalmente avviene nei parchi urbani italiani, con divieto di accesso se non agli addetti ai lavori.”È fondamentale una gestione competente e coordinata, possibilmente con il centro biodiversità dei carabinieri forestali, per tutelare la pineta di Santa Filomena. I manufatti del progetto dovrebbero essere realizzati solo nelle aree meno rilevanti dal punto di vista biologico, vicino alla strada parco. Il progetto di restauro costituisce una sfida cruciale per la sostenibilità di Pescara, ma manca ancora una diffusa coscienza ecologica e non si è perseguito pienamente l’obiettivo del consumo di suolo zero conclude la consigliera.Non si deve distruggere la Natura: la convivenza Uomo-Natura è possibile solo rispettando habitat e nicchie ecologiche. È necessario conservare sia la duna sabbiosa sia la zona umida, rifugio per varie specie di uccelli. Per i cittadini, vivere e preservare un ambiente naturale rappresenta un valore inestimabile. Come scriveva Lev Tolstoi in I Cosacchi: la felicità è trovarsi con la natura, vederla, parlarle conclude la Artese.  
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