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Giovedì, 19 Febbraio 2026 12:57

La denuncia di Taglieri (M5s): "Già morta la centrale unica del 118. Una buffonata costata milioni di euro"

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Il capogruppo regionale punta il dito verso l'assessore alla Sanità Nicoletta Verì per un servizio che, afferma, non solo non ha mai funzionato, ma che ora è stato fisicamente separato spostando in due piani diversi dell'aeroporto le centrali di Chieti e Pescara: "Una scatola di proclami che oggi si svuota e a pagare sono i cittadini"
È durata poco l’esperienza della Centrale unica Chieti-Pescara del 118: da lunedì 16 febbraio “è morta”. A dichiararlo denunciando uno spreco di milioni di euro, è il capogruppo regionale M5s Francesco Taglieri che specifica: “non si tratta di indiscrezioni o ipotesi, ma di fatti”. Da qualche giorno si è dunque tornati ad avere, incalza, “due centrali operative, due sistemi separati, due strutture distinte. L’ennesima buffonata politica consumata sulla pelle dei cittadini” chiosa spiegando che “il sistema di cablaggio delle linee telefoniche è stato fisicamente diviso. Le postazioni sono state separate su due piani distinti: al piano terra la centrale operativa del 118 di Chieti, che paradossalmente si trova in territorio pescarese; al primo piano quella di Pescara. Questa non è un’unificazione: è una separazione certificata”, afferma Taglieri. “Per anni la giunta regionale ha raccontato una narrazione fatta di integrazione, razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse. I documenti di programmazione economica hanno parlato di centrale unica ‘a regime’, di interoperabilità, di efficienza. Oggi la realtà è sotto gli occhi di tutti: la centrale unica non esiste più. Esistono di nuovo due centrali autonome, ciascuna con la propria organizzazione”, ribadisce il capogruppo M5s. “È come assistere alla separazione di una coppia dopo aver speso milioni per una casa comune – attacca –. Solo che qui non si tratta di beni privati, ma di soldi pubblici. I cittadini hanno pagato l’affitto ventennale della palazzina, hanno pagato i traslochi, hanno pagato gli allestimenti, e in queste ore assistiamo persino a discussioni su monitor e materiali da dividere tra un piano e l’altro. È una scena surreale, ma soprattutto è una gestione irresponsabile. L’operazione della sede aeroportuale, costata oltre 1,6 milioni di euro di affitto in vent’anni, era già stata denunciata come uno spreco. Oggi assume i contorni di un fallimento politico conclamato – incalza -: non solo non ha prodotto un reale accorpamento, ma ha generato ulteriori costi per una divisione che certifica l’assenza di una visione organizzativa coerente”. “Questa situazione – denuncia ancora Taglieri – dimostra che non c’è mai stata una vera volontà di unificare il servizio. Si è costruita una scatola, la si è riempita di proclami, e oggi la si svuota dividendo perfino i cablaggi. Il risultato è che l’Abruzzo torna ad avere due centrali operative, con tutto ciò che ne consegue in termini di organizzazione e costi”. “La responsabilità è chiara e ha un nome e un cognome: l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì. È lei che ha rivendicato pubblicamente scelte organizzative e nomine, è lei che ha difeso questo modello. Oggi deve assumersi la responsabilità di un fallimento evidente. Non siamo di fronte a un problema tecnico, ma a un errore politico macroscopico”, sottolinea. Per Taglieri la questione non è solo contabile, ma istituzionale. “Un servizio delicato come il 118 merita programmazione seria, stabilità organizzativa e scelte coerenti. Invece – prosegue -assistiamo a continui cambi di rotta, separazioni, spostamenti, allestimenti e ri-allestimenti. A pagare sono sempre gli stessi: i cittadini abruzzesi, che finanziano con le proprie tasse decisioni incoerenti e costose”. “La verità è che la cosiddetta centrale unica è stata una costruzione politica senza fondamenta. Oggi quelle fondamenta sono crollate definitivamente. E chi governa non può più nascondersi dietro slogan o atti di programmazione: la realtà – conclude -è che abbiamo due centrali, più spese, più confusione e nessuna assunzione di responsabilità”.
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